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I “Gunners” rinunceranno dopo 8 stagioni agli 11 milioni di euro della sleeve sponsorship di Visit Rwanda.

L’Arsenal FC (società top della English Premier League) ha annunciato che terminerà, alla fine della stagione 2025-26, la sleeve sponsorship (tecnicamente “sponsor di manica”) con il marchio promoturistico Visit Rwanda, collaborazione da oltre 10 milioni di sterline l’anno (più di 11,3 milioni di euro stagionali), iniziata nel 2018 (presente sia sulle divise della prima squadra maschile che su quella femminile).

La decisione arriva in un momento di crescente attenzione internazionale sul Ruanda, coinvolto nel conflitto nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, nonostante il recente accordo di pace con i ribelli del gruppo “M23”.

Il club ha dichiarato che la conclusione del contratto è stata “concordata reciprocamente” e che gli obiettivi della collaborazione come “promuovere turismo sostenibile, conservazione e il ruolo sportivo del Ruanda in Africa” sono stati ampiamente raggiunti. “La partnership ha messo in luce le bellezze naturali del Ruanda e accelerato la crescita dell’industria turistica del Paese”, si legge sul sito dei “Gunners”. “Gli arrivi di visitatori (in Rwanda, nda) hanno raggiunto 1,3 milioni nel 2024, con un fatturato turistico in crescita a 650 milioni di dollari, con un aumento del 47% dall’inizio della partnership”.

Secondo l’amministratore delegato Richard Garlick, la partnership ha aiutato l’Arsenal a sostenere investimenti strategici, in ambito sportivo, per restare competitivo.

Negli ultimi mesi ONG (Organizzazioni non governative), attivisti e lo stesso governo congolese avevano invitato Arsenal, PSG e Bayern Monaco (anche i francesi e i tedeschi sono legati al brand promoturistico africano) a interrompere gli accordi commerciali con Visit Rwanda. Il gruppo di tifosi Gunners for Peace aveva protestato più volte contro lo sponsor. Dopo l’annuncio, gli attivisti hanno elogiato il club sostenendo che l’Arsenal “ha ancora la classe e i valori per fare la cosa giusta”.

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Redazione

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