Attualità – L’Huffington Post si sofferma sulla candidatura di Malagò al CONI

Lo sport ancora una volta può essere lo strumento di rilancio di un paese che ha perso i propri riferimenti culturali e politici. Le prossime elezioni politiche, amministrative e regionali saranno precedute dall’elezione del Presidente del Coni. Il 19 Febbrario si sfideranno per quella poltrona Raffaelle Pagnozzi, attuale Segretario Generale e candidato scelto dall’ ex Presidente Petrucci, e Giovanni Malagò, uomo di indiscusso impegno e successo nel mondo dello sport e dell’impresa. Ecco quindi che lo sport può diventare il motore di rinnovamento della politica italiana. Un effetto domino e ricambio generazionale che tutti noi ci aspettiamo. Ma affinchè questo avvenga deve essere affidato a persone capaci e pronte: volti nuovi. L’elezione di Malagò segnerebbe un punto di rottura con il passato e con gli schemi piatti dei precedenti amministratori. Il suo programma si avvale di strumenti innovativi quali il marketing, lo sfruttamento del settore privato attraverso nuovi e vincenti contratti di sponsorizzazione, l’attenzione verso gli sport minori, lo sfruttamento dei vivai e, finalmente, un programma di collaborazione con il sistema scuola-università. L’elezione di Pagnozzi, lascerebbe tutto immutato come da venti anni a questa parte.
Giorni fa ho incontrato Marcel Vulpis, stimato giornalista, esperto in marketing e comunicazione sportiva, ed ora anche candidato al Senato nel Lazio con Monti. Ho voluto, quindi, approfondire con lui l’argomento e gli ho sottoposto le seguenti domande:
Su cosa si caratterizza il programma di Malagò rispetto quello di Pagnozzi e quello dei candidati precedenti?
Il programma di Giovanni Malagò è una rivisitazione completa a 360 gradi dell’intero sistema sportivo, partendo dal rispetto e valorizzazione di tutti gli sport, soprattutto quelli minori. Nessuno viene lasciato indietro e alla base di tutto c’è la volontà di creare un nuovo modo di fare, pensare e progettare lo sport. Insomma un punto di vista moderno da chi, come lui, è da un lato dirigente sportivo, ma anche imprenditore di successo (nello sport e non solo). La sua visione è una riforma, una rivoluzione copernicana per un Ente, che ricordiamolo dopo la 2a guerra mondiale doveva essere chiuso, poi, invece, la DC ne capì immediatamente le potenzialità soprattutto sul terreno del consenso.
In tempi di crisi, lo Stato, già troppo indebitato, dovrà necessariamente destinare le poche risorse a settori più importanti: imprese, lavoro e giovani. Ci sara sicuramente una riduzione del budget destinato allo sport italiano. Secondo te il Coni si potrebbe autofinanziare?
Il Coni e lo sport in generale devono autofinanziarsi. Il contributo pubblico non dovrebbe superare 1/3 come in altri Paesi dell’Europa, dove lo Stato interviene soprattutto per il finanziamento del programma quadriennale olimpico. Bisogna trasformare il Coni in una struttura di alta managerialità sportiva e non solo, con dirigenti sportivi affiancati a manager di provato livello. Solo così si potrà fare il salto di qualità. Il CONI e i suoi progetti sportivi devono attrarre le più grande aziende italiane, ma anche multinazionali, perchè il fascino e l’impatto mediatico dei “cinque cerchi” è un unicum ineguagliabile. Oggi le aziende hanno bisogno di trovare dall’altra parte del tavolo persone che abbiano avuto un passato o un presente in aziende strutturate. E’ il caso di Giovanni Malagò. E’ sufficiente leggere il suo cv, se anche uno non lo conoscesse personalmente. Lo stesso, con tutto rispetto, non si può dire di Lello Pagnozzi, nato e cresciuto nel CONI. Già questo mi allontana dall’idea di una sua candidatura per il futuro. Il CONI non può essere una poltrona da occupare. E’ questo il presente/futuro di quest’ente? Spero proprio di no. Detto questo non ho capito neppure quale sia il programma di Pagnozzi. Ne ha uno? Se sì sarò curiosissimo di leggerlo e di analizzarlo. Ma dopo aver letto quello di Malagò non capisco cosa possa proporre di più innovativo. Però attendo per dare un giudizio sereno e definitivo. Come rilancio un’idea. Ma perchè Pagnozzi non si ritira e magari fa lui il segretario generale del CONI. Giuro non è una provocazione. Riconosco a Lello Pagnozzi di essere un “uomo-macchina” ma ha bisogno di una “mente progettuale” sopra di lui. Forse sarà esagerato ma Malagò è il nuovo Enrico Mattei del CONI. E’ 20 anni avanti…il problema è capire se i 76 grandi elettori per la presidenza del CONI saranno così avanti da capirlo.
Quale potrebbe essere un modello vincente? I comitato olimpici delle altre nazioni offrono soluzioni?
Il British olympic Association secondo me è il modello di riferimento da seguire. L’operazione fatta nel 2012, in occasione dei Giochi abbinando il progetto olimpico invernale, ma soprattutto estivo a una 30ina di aziende britanniche ad alta capitalizzazione di Borsa, legandosi all’endorsement dell’indice FTSE (dove sono presenti i colossi dell’imprenditoria britannica quotati nella City) è un’opera d’arte vera e propria. Perchè ad esempio il CONI non ha mai pensato di fare una cosa del genere in tutti questi anni? Sarebbe da chiederlo per esempio al dottor Gianni Petrucci e al suo segretario generale Lello Pagnozzi. Anche noi casualmente abbiamo una Borsa e abbiamo aziende di grande profilo internazionale. Penso soltanto a Luxottica o Telecom Italia. Forse stavamo pensando piuttosto al medagliere, croce e delizia dei dirigenti del CONI. Da noi è più importante sapere di avere 28 medaglie come a Londra, che scoprire (se già non lo sapessero) che siamo il 2° Paese al mondo per obesità infantile. Ma finchè non lo dice nessuno, chiaramente penseremo sempre di essere nel G8 dello sport mondiale.
Marcel Vulpis – candidato al Senato della Repubblica nel Lazio “Con Monti per l’Italia”.
per l’articolo integrale rimandiamo a questo link:

Riprendiamo un interessante articolo sul tema della candidatura di Giovanni Malagò a presidente del Coni (le elezioni sono in programma il prossimo 19 febbraio) uscito nelle ultime ore sul blog di Andrea Franchini, giovane imprenditore romano con interessi a NYC, che scrive da alcuni mesi sulle colonne dell’Huffington Post (progetto editoriale co-gestito in Italia dal gruppo L’Espresso). Nel post di Franchini c’è anche una seconda parte, sotto forma di intervista, a Marcel Vulpis, candidato al Senato, in occasione di queste ultime politiche, con la lista “Con Monti per l’Italia”, che da anni si occupa di tematiche a carattere politico-sportivo. 

Previous post

Sport&Affari - Lo scontro FIN-Jaked finisce davanti al giudice

Next post

Media - Board.tv si affida a StreamUK

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis