Attualita’ – La serie A piace ai bookmakers asiatici


La Serie B Eurobet infatti riceve giocate per
oltre 4 miliardi di euro l’anno, con valori medi per singoli match superiori ai
10-11 milioni di euro.

Il turnover globale dell’industria del betting
sportivo, attualmente, è stimato tra i 500 ed i 750 miliardi di euro l’anno,
con una tendenza stabile alla crescita e la sua ripartizione tra Asia e resto
del mondo, considerato il ruolo e le dimensioni raggiunte in questi anni dai
bookmaker asiatici, alcuni dei quali sfiorano da soli il 30% del fatturato
complessivo mondiale
.

 

Il mercato asiatico è di dimensioni colossali,
non confrontabile con i mercati europei o con quelli del resto del mondo ed è
strutturato in maniera piramidale, con agenti che operano a livello locale,
altri a livello regionale, master agent che si muovono su scala nazionale ed
infine i colossi, i grandi bookmaker attivi in ambito mondiale, con fatturati da
centinaia di miliardi di euro l’anno. I bookmaker asiatici non sono tenuti al
rispetto di rigidi limiti in materia di identificazione della clientela, nè a
quelli relativi all’accettazione delle giocate, che possono variare su un
singolo evento sportivo da pochi euro fino a qualche milione di euro e proprio
gli eventi europei, ed in particolare quelli calcistici, attraggono gran parte
delle scommesse effettuate in Asia.

All’interno di una massa di denaro di dimensioni
inimmaginabili le organizzazioni dei cosiddetti “fixers” riescono più
facilmente a sfruttare i punti di debolezza del sistema e per questo il mercato
asiatico è al centro delle vicende legate al match-fixing e da anni attira
l’attenzione delle organizzazioni criminali.

E’ una delle caratteristiche
vincenti dei grandi bookmaker orientali, che raccolgono gioco in Asia
attraverso i “rounders”, ovvero i broker porta a porta che girano nei mercati e
nelle strade delle più importanti città asiatiche, da Singapore a Kuala Lumpur,
anche dove il gioco è tassativamente vietato dalla legge.

Dall’Europa, invece, le scommesse
vengono trasmesse a Singapore attraverso le modalità di pagamento più comuni,
dalle banche alle carte di credito, ma anche utilizzando un network definito
“Asiatic System”, una rete criminale illustrata di recente in un documento
dell’Essa (European Sports Security Association), l’associazione alla quale
aderiscono i grandi bookmaker continentali, con l’obiettivo di monitorare e
contrastare il giro delle scommesse irregolari.

Si tratta di una struttura
illegale costruita su tre livelli: gli agenti, i super agenti regionali e i
“master” nazionali. Questi ultimi rappresentano il punto di contatto tra
Italia e Asia, hanno a disposizione decine e decine di conti gioco cifrati e
quindi anonimi, che utilizzano in Asia e gestiscono in accordo con il bookmaker
asiatico, in cambio di una percentuale sui movimenti di gioco. Le norme
anti-riciclaggio vengono aggirate facilmente, perché non c’è alcun passaggio
attraverso i normali canali finanziari (dalle carte di credito alle banche). I
“master” bancano soltanto apparentemente in Asia e i soldi quasi mai escono dai
confini del nostro Paese, perché il cash viene consegnato dai giocatori agli
agenti che piazzano le scommesse via telefono utilizzando i conti cifrati e
poi, in caso di vincita, ripagano in contanti lo scommettitore. Se la vincita è
ingente, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, se non milioni,
l’agente si muove dall’Italia recandosi in banche dell’Est europeo
evidentemente disinvolte e senza troppe formalità, nelle quali riempie la
valigetta di denaro e riparte alla volta dell’Italia per consegnare il contante
allo scommettitore. Un sistema oliato, che, soprattutto in Italia, è stato
fermato, più per caso che per una strategia reale di contrasto al fenoneno
delle scommesse illegali. 

Il giro d’affari delle scommesse sulla serie A italiana, a livello mondiale, si aggira sui 43 miliardi di euro l’anno e il valore della raccolta media su singoli match si attesta intorno ai 115 milioni di euro. Sono dati sconvolgenti che confermano quanto sia importante attivare le corrette azioni di tutela per evitare nuovi match truccati nelle prossime stagioni. Ma non è solo la prima divisione tricolore ad interessare gli operatori internazionali di match-fixing.

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Marcel Vulpis

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