Attualita’ – Arrestato il boss della ‘Ndrangheta Francesco Pesce. Sequestrate dalla Dda le squadre di calcio di Sapri e della Rosarnese (lega serie D).

Beni per un valore di 90 milioni di euro sono stati confiscati dai Carabinieri e dalla Guardia di finanza ad esponenti di vertice ed affiliati di rilievo della cosca Pesce della ‘Ndrangheta.
Il clan Pesce, egemone nella Piana di Gioia Tauro ha ramificazioni su tutto il territorio nazionale, ed in particolare in Lombardia. Tra i beni confiscati anche due società di calcio dilettantistiche, alimentate con i proventi delle estorsioni. Complessivamente sono stati attuati 12 decreti emessi dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria riguardanti un ingente patrimonio costituito da beni immobili, beni mobili registrati, attività commerciali e disponibilità finanziarie ritenuti frutto delle plurime attività delittuose commesse dalla cosca Pesce. (fonte: QuiCosenza.it)
Oltre alle due società di calcio dilettantistiche (attualmente non più iscritte nel campionato di serie “D”), sono stati confiscati imprese e società, comprensive del loro patrimonio aziendale, per un totale di 14 attività economiche, operanti, in regime di monopolio mafioso, nel settore dei trasporti, agrumicolo, della vendita di carburanti e lubrificanti e dell’abbigliamento.

Calcio e malavita si torna a parlare di questo triste binomio, dopo l’arresto di uno dei boss dell’N’drangheta più pericolosi: Francesco Pesce. Nell’ambito dell’indagine ancora in corso due club di serie “D” (all’epoca dell’inizio dell’indagine iscritte) sono stati sequestrati dalla Dda: il Sapri e la Rosarnese. 

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