Attualità – ANOI: riflessioni sull’evasione fiscale in Italia

Secondo
i dati riportati dalla società texana, l’Italia risulterebbe più in salute
rispetto agli altri paesi europei e rispetto anche a quello che si potrebbe
pensare se ci si affidasse interamente all’andamento delle maggiori borse del
vecchio continente, proprio perchè caratterizzata da una forte economia sommersa.
Per meglio comprendere la valenza di questo rapporto, si è provveduto a
riportare di seguito un passo importante dell’articolo pubblicato da
ItaliaOggi:
 

 

“…in Italia c’è un’economia sommersa che
oscilla tra il 17 e il 21% del prodotto interno lordo. In soldoni si tratta di
una cifra che va dai 270 ai 340 miliardi di euro. Al di là del numero esatto,
dice Stratfor, «le più accreditate e indipendenti analisi ritengono che
l’Italia abbia una delle maggiori economie sommerse dell’Europa occidentale, pari
al doppio di quelle di Germania e Francia». Naturalmente il cuore del problema
è rappresentato da un’evasione fiscale che si palesa in forme differenti,
«dall’elusione alla sovrastima dei costi di produzione». Sul punto, prosegue il
report, il governo Monti è intervenuto con una campagna di ispezioni e con
alcune norme in tema di tracciabilità (vedi il tetto dei mille euro per il
pagamento cash dello stipendio ai dipendenti pubblici). Ma la realtà più
complessa, spiega Stratfor, è che «l’economia sommersa è di fatto una rete di
sicurezza» che «le autorità, soprattutto a livello locale, tollerano e spesso
incoraggiano per evitare il malcontento sociale e per guadagnare voti». Il
risvolto positivo, se così si può dire, è che «l’economia sommersa ha ammorbidito
gli effetti della crisi», al punto che «se si combinano attività economiche
alla luce del sole, evasione e attività criminali, l’Italia risulta un paese
molto più in salute di quel che sembra». Monti, in sostanza, è costretto a fare
numeri di equilibrismo tra le esigenze di cassa e il riconoscimento di una
situazione che comunque sta aiutando gli italiani a tenere botta. Certo, il
report non dimentica il ruolo della famiglia, anch’essa considerata nel novero
di «quegli strumenti economici, sociali e politici» che stanno salvando
l’Italia dalla deriva”.

 

Sul
punto, già in passato l’ Associazione
Nazionale Obiettivo Italia
(
www.obiettivoitalia.org), con sede a Roma, aveva lanciato
l’allarme evidenziando il rischio di come questo malcostume nazionale – ossia
quello dell’evasione fiscale – potesse addirittura mutare in strumento di
contenimento delle tensioni sociali che si manifestano in periodi di forte
recessione. In altre parole, muta da fenomeno negativo ad ammortizzatore
sociale. Sono del presidente dell’Associazione, Gregorio Esposito, le parole “Bisogna fare molta attenzione a questa
situazione perchè si rischia di spostare l’asse della legalità in favore di
un’evasione strutturale”.
Ossia “…
si rischia che la società civile possa iniziare a guardare all’evasione fiscale
non più come ad un fenomeno negativo da debellare, bensì come ad uno strumento
di sopravvivenza che consente la creazione di ammortizzatori sociali c.d. fai
da te”.
Questo timore è rafforzato dal fatto che, l’evasione pur essendo un
fenomeno negativo che toglie forza ed energia al Paese, è pur sempre moneta che
resta fuori dal circuito bancario e dal prelievo da parte delle Autorità
competenti. A ciò si aggiunga che, chi evade è sempre più convinto –
soprattutto i piccoli evasori – di sottrarsi alle grinfie di quegl’operatori di
settore che oggi speculano sui risparmi degli italiani. In altre parole, il
denaro frutto dell’evasione è ricchezza che
per forza di coseresta in
circolazione sul territorio nazionale e che, pertanto, si sottrae a quella
mutazione genetica che trasformandolo in moneta virtuale (e di conseguenza in
prodotto finanziario da quotare in borsa) finirebbe per collocarlo al di fuori
dei confini nazionali. Conseguenza del quale si finirebbe col togliere, anche
in questo caso, fiato e respiro per quei soggetti – spesso piccoli imprenditori
– che oggi maggiormente risentono degli effetti negativi della crisi.

In  tutto questo però, c’è da ammettere che
il sistema paese ha retto meglio di molti altri paesi europei ma, non
dobbiamo dimenticare, che l’evasione fiscale è per sua natura un male.

Sul
punto, l’Associazione Nazionale Obiettivo Italia ha voluto mettere in
evidenza, non già la carenza di azioni idonee a debellare il fenomeno, quanto
piuttosto quello di come il cronico problema dell’evasione possa sostituirsi a
politiche economiche di contenimento dell’attuale situazione di malessere
sociale. Se non si prende atto di questa conseguenza, si rischia veramente di
condannare l’intero Paese a vivere nell’illegalità. Noi di A.N.O.I. abbiamo già lanciato l’allarme in tempi non sospetti, non
già su una crisi voluta a livello globale e difficilmente gestibile in essenza
di una solida politica d’unione, bensì sul fatto di come la mancanza di
politiche interne serie ed efficaci possano spostare l’asse della legalità in
danno di quella cittadinanza che sino ad oggi ha scelto di vivere e lavorare
con onestà. Infatti, non è un caso che a scendere nelle piazze per manifestare
siano sempre più imprenditori e lavoratori che temono di perdere
rispettivamente le loro aziende o/e il loro posto di lavoro. Questo dato
dovrebbe indurre l’attuale classe politica ad attivarsi concretamente con
riforme serie capaci di scongiurare questo rischio. Non ci si può permettere
di  perdere anche quella parte di
società civile che ha scelto il lavoro come strumento di convervazione della
legalità in Italia. 

 

(a
cura di G.E.)

 

Il quotidiano ItaliaOggi, lo scorso 17 agosto, ha riportato la notizia di uno studio condotto dalla Stratfor Global Intelligence (società texana di analisi geopolitica con sede operativa ad Austin) sulla situazione economica del nostro paese. Secondo questo rapporto l’Italia si salverebbe grazie proprio all’evasione fiscale.  Questa notizia di rilevante interesse socio-economico è però passata inosservata. Sarà stato forse l’effetto negativo di uno scaramantico venerdì 17? Sul punto, anche se il titolo può sembrare una sorta di invito mascherato per una salvifica evasione, nei fatti però non è proprio così.

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Marcel Vulpis

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