Tempi Supplementari – Pagnozzi e Malagò, sfida all’ultimo voto
Atleti e tecnici, di solito, sono orientati a votare secondo le indicazioni delle Federazioni o Discipline di appartenenza. Se la prassi risultasse confermata: Lello Pagnozzi scavalcherebbe Giovanni Malagò 8 a 4. Per fare, poi, quasi il pieno tra Discipline, Enti e Benemerite: 7 voti a Pagnozzi e 2 per Malagò. Non ci avventuriamo, invece, nell’intricata giungla dei pronostici se non si seguissero le indicazioni di scuderia, un’ipotesi accarezzata da Malagò che solo l’8 febbraio, a bocce ferme, presenterà la sua squadra di candidati per la segreteria generale e per la Giunta. Per il candidato a segretario generale si sussurra un nome di rango, quello di Giampaolo Letta, figlio di Gianni Letta ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e personaggio sempre vicino al Coni. Ovviamente nella Giunta espressione di Malagò, un posto sarebbe già assegnato a Franco Chimenti (golf).
La lista Pagnozzi, infine, è già pronta. Segretario generale del Coni, Luca Panacalli. Giunta Nazionale (7 posti di cui 5 presidenti federali e 2 dirigenti): Paolo Barelli (nuoto) vicepresidente, Giancarlo Abete (calcio), Angello Binaghi (tennis), Renato Di Rocco (ciclismo), Giorgio Scarso (scherma), Jury Chechi (olimpionico) e Fabio Pigozzi (rettore Università del Foro Italico).
Qualche innovatore di passaggio potrà obiettare, ma questa è la solita compagine (o quasi) che dirige lo sport italiano da tempo? Per rispondere prendiamo a prestito una risposta di Gianni Petrucci a un intervistatore di Sky. Domanda: “Al governo dello sport ci sono presidenti che stanno lì da troppi anni, non andrebbero cambiate le regole elettorali?”. Risposta: “Io non dico se è giusto o sbagliato, dico solo che le regole sono queste”. Un assist al Ministero delle Sport, se nascerà.
Qualche innovatore di passaggio potrà obiettare, ma questa è la solita compagine (o quasi) che dirige lo sport italiano da tempo? Per rispondere prendiamo a prestito una risposta di Gianni Petrucci a un intervistatore di Sky. Domanda: “Al governo dello sport ci sono presidenti che stanno lì da troppi anni, non andrebbero cambiate le regole elettorali?”. Risposta: “Io non dico se è giusto o sbagliato, dico solo che le regole sono queste”. Un assist al Ministero delle Sport, se nascerà.
* già v. caporedattore alla Gazzetta dello Sport. Segue politica e giustizia dellosport anche in occasione del mondiale di Italia ’90. Nel 1997 vince il Premio Saint Vincent-Presidenza della Repubblica con un’inchiesta sul doping. Nel 2000 partecipa alla redazione del Dizionario del Calcio Italiano ed. Baldini&Castoldi per la parte riguardante la giustizia ordinaria e sportiva. Nell’anno accademica 2005-2006 insegna istituzioni e giustizia sportiva nel Master di management di sport alla Libera Università San Pio V (Luspio) della Cei. Nel 2009 il Coni gli conferisce la Stella d’Oro al merito sportivo “per l’impegno e la professionalità nel seguire l’attività del movimento sportivo italiano”.
(di Gianni Bondini)* – Martedì 5 e mercoledì 6 febbraio atleti, tecnici, discipline sportive, enti di promozione e associazioni benemerite sceglieranno (complessivamente) 22 loro rapresentanti. I candidati sono un esercito: 54. Così si chiuderà il cerchio attorno ai 76 grandi elettori che martedì 19 febbraio eleggeranno il presidente e la Giunta Nazionale del Coni.

