Su Formiche si parla di Calciopoli e dello scontro Inter-Juve
| Calciopoli, ora basta! | ||
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Cari signori o signorotti del calcio, lasciate fare calcio a chi ha la managerialità per farlo e basta con questa storia di Calciopoli che ha veramente stancato anche i più “talebani dell´etica”.
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Leggo da diversi giorni le battute e risposte dell’Inter sui presunti rigori negati in questa stagione e le altrettanto stucchevoli stoccatine (anche sul sito ufficiale) della Juventus (rivolte chiaramente agli avversari nerazzurri). Ogni occasione è buona per tornare a parlare di Calciopoli in un gioco al massacro che rende, ogni giorno, sempre meno credibile il prodotto calcio, per colpa di dirigenze, che non pensano a creare, ma solo a distruggere, in un gioco al massacro tra grandi “proprietari di giocattoli”.
Un gioco, però, che sta disamorando i tifosi, linfa vitale dal calcio. Le immagini di intere zone degli stadi completamente vuote sono una conferma di questa tesi. Mancano i calciatori top, gli stadi fanno letteralmente schifo (ad eccezione dello Juventus stadium e di San Siro o di poche aree dell’Olimpico), si parla solo di violenza (l’ultima la “pungicata” a ponte Duca d’Aosta nel pre-derby Lazio-Roma), di calcioscomesse e di questi continui e tristi teatrini tra presidenti (oggi tra Moratti e la dirigenza bianconera, domani a rotazione di altri). Insomma è una immagine da Terzo Mondo, da Italia medievale, in stile “Guelfi e Ghibellini”. Eppure il calcio (forse) non è nemmeno di questi “signori” o “signorotti”, se riprendiamo la metafora medievale.
Ma il club, la squadra, a chi appartiene nel concreto? E’ una domanda che si pongono in pochi, ma alla quale, invece, bisognerebbe dare una risposta, anche in tempi brevi. C’è il progetto “silenzioso” di un film (di uno sceneggiatore italiano, andato a lavorare all’estero, in Inghilterra, per trovare migliori fortune – Carmelo Pennisi, e di un giovane produttore romano Filippo Cellini), che parte proprio da questa domanda. E la risposta è semplice: giuridicamente è di chi detiene il pacchetto di controllo o di maggioranza, ma senza i tifosi, questo grande spettacolo che è il calcio, non ha alcun senso. Senza le tifoserie il football sarebbe un intrattenimento sportivo sulla sedia a rotelle, sarebbe una eco che si spegne al primo sussulto, sarebbe una gioia che ti rimane strozzata in gola. Non sarebbe calcio, tanto per essere più chiari.
E allora cari signori o signorotti del calcio, lasciate fare calcio a chi ha la managerialità per farlo e basta con questa storia di Calciopoli che ha veramente stancato anche i più “talebani dell’etica”. Ci deve essere pure un punto di chiusura, un momento per scrivere in questa storia “game over”. non può essere una sofferenza che dura all’infinito sparata in endovena ai tifosi del calcio, solo perchè siete i proprietari delle squadra. Una parola: Basta!. Piuttosto lavorate per riportare i giovani, i bambini, le famiglie allo stadio, perchè tra un po’ vi girerete nelle vostre tribunette riscaldate e sarete soli nel silenzio assordante dei vostri stadi (anzi no, degli stadi che vi vengono consegnati il giorno della partita dal messo comunale). A conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, della Vostra incapacità progettuale di fare calcio.
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Un nuovo fondo del direttore dell’agenzia Sporteconomy sul portale della rivista “Formiche”. Il tema trattato è quello dei veleni collegati a “Calciopoli” e all’ormai eterno scontro (non solo dialettico) tra Inter e Juventus.

