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Calcioscommesse – Il caso Fontana: sei parole per zero riscontri

Il lettore deve sapere che, a carico del numero uno del Novara, ci sono appena sei parole pronunciate dal pentito Carlo Gervasoni, in data 27 dicembre 2011, innanzi al PM di Cremona: “..Tra i quali il portiere Fontana”. A fronte di queste sei parole non c’è stato alcun riscontro oggettivo, nessun accertamento, niente di niente. Eppure dopo due appelli questo tesserato deve ancora cercare di dimostrare, suo malgrado, la propria innocenza. Un caso, quello di Fontana che fa gridare allo scandalo. Lo scandalo di una giustizia sportiva troppo scollegata rispetto a quella ordinaria, con tempi brevissimi di analisi e ancor più di decisione. Ma ciò che più lascia “attoniti” è la circostanza che le sei parole pronunciate dal pentito non sono neppure l’elaborato mentale del pentito in esame. Carlo Gervasoni infatti ha appreso di questa circostanza da uno/due soggetti latitanti zingari Gegic (attualmente ancora latitante) e/o Ilieski persone entrambe ricercate  dalla Procura di Cremona. 


La vita di uno sportivo onesto rovinata per un “sentito dire”. Lunedì 12 novembre il TNAS, l’ultimo appello previsto dalla giustizia sportiva. Fontana non ha mai smesso di credere nella giustizia sportiva, chiede un’attenta analisi delle carte prodotte dal suo difensore e l’applicazione di un basilare principio del nostro ordinamento: “Nessuno può essere condannato per sentito dire in assenza di riscontri”. 

Alberto Fontana è innocente, ma non perchè lo determinerà come crediamo il TNAS, ma perchè ha sempre tenuto in carriera comportamenti corretti e ha avuto la sola sfortuna di essere convocato per quella “maledetta” partita, in quanto terzo portiere (se fosse stato “titolare” in campionato per esempio non l’avrebbe mai giocata). 

Il prossimo 12 novembre la giustizia sportiva italiana (TNAS/CONI) ha soltanto un’ultima opportunità per risarcire almeno moralmente questo calciatore. Se ciò non dovesse accadere vorrebbe dire che non ci troviamo, “de iure e de facto”, in uno Stato di diritto. E questo getterebbe una grave ombra sul processo-Fontana, così come su future prossime inchieste. Ma siamo certi che il TNAS non ha alcuna intenzione di proseguire in questo grave “errore giudiziario” che è il caso Fontana. 

(di Marcel Vulpis) Alberto Fontana è stato condannato dalla giustizia sportiva federale a 3 anni e 6 mesi di squalifica in relazione alla partita di Tim cup (ex Coppa Italia), Chievo Novara, dell’ottobre 2010. Dopo il caso Shala da noi segnalato e risultato successivamente innocente con formula piena, da diversi mesi abbiamo acceso i riflettori sul nuovo caso di Fontana. All’epoca dei fatti contestati era il terzo portiere della squadra piemontese, appena approdata nel “salotto buono” del calcio italiano.

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Marcel Vulpis

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