Serie A - Serie B

Editoriale – Calcioscommesse: Conte-Fontana, due pesi e due misure

I lettori di questa agenzia sono invitati a fare una profonda riflessione; perché per Alberto Fontana non è stato applicato il criterio “in dubio pro reo” applicato per Antonio Conte (oggi allenatore della Juventus F.c.) dal procuratore Palazzi, principio che ha portato, per quest’ultimo, alla contestazione solo dell’omessa denuncia? E già si parla da più parti tra l’altro di “patteggiamento”. 
Perché per Alberto Fontana non sono stati applicati i criteri utilizzati per i proscioglimenti di Manfredini e Fabbri, processo calcioscommesse dell’anno scorso? Perché l’indagine difensiva di Alberto Fontana non è stata considerata, ancorché ritenuta ammissibile? A queste domande nella motivazione in esame non ci sono risposte. 
Nessuna risposta c’e anche sul “sentito dire” o meglio sul “doppio sentito dire”.
Alberto Fontana è importante ricordarlo è stato condannato a 3 anni e 6 mesi, in quanto il “pentito” Carlo Gervasoni avrebbe sentito dire da Gegic (attualmente latitante) della partecipazione del portiere all’illecito. La conclusione è solo una ed è abbastanza chiara: anche nella giustizia sportiva si puo’ parlare di “due pesi e due misure”. E credeteci è molto triste scriverlo, oltre che pensarlo, perchè in linea di principio dovremmo sapere di poter contare su una giustizia “certa”, oltre che “giusta”, ma anche su parametri di valutazioni uguali per tutti: per i giocatori di B o lega pro, come per i top player di A. 
E’ stata pubblicata ieri sul sito della FIGC la motivazione della Corte di Giustizia Federale in relazione alla posizione del calciatore Alberto Fontana (ex secondo portiere del Novara calcio).
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Marcel Vulpis

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