Media – “Vulpis in Fundo” su Romanews.eu
Adesso è tempo di puntare sulla leva del marketing…
di Marcel Vulpis*
La rapida scalata dell’A.s. Roma in ambito sportivo porta a una serie di riflessioni legate al prossimo futuro societario. Tutti i romanisti e gli addetti ai lavori sperano che la squadra di Claudio Ranieri possa centrare l’ambito traguardo del titolo nazionale. Parallelamente bisogna iniziare a ragionare su quello che potrà avvenire nelle prossime stagioni.
L’eventuale conquista del trofeo serie A-Tim farà sicuramente volare i ricavi da merchandising del club di Trigoria, aumenterà inevitabilmente l’exposure tv degli sponsor e accrescerà il valore del brand nel suo complesso. Fatte salve queste premesse quello che serve, però, è una strategia di medio-lungo periodo non solo sotto il profilo sportivo, ma anche sul terreno commerciale/marketing. Un aspetto che, in seno ai top club europei, va ormai a braccetto con la strategia di calcio-mercato delle società stesse. A Manchester i Red Devils sono una realtà consolidata a livello internazionale con vendite di merchandising superiori (solo se consideriamo le maglie repliche) ai 3 milioni di pezzi in tutto il mondo. In Italia la vittoria di uno scudetto può portare a vendite superiori a 150 mila unità. Questo fa capire qual è attualmente il gap tra questi due mercati calcistici. Si tratta di numeri record possibili grazie anche a una fan base (se parliamo di Manchester United) in area 330 milioni di persone (con fan club ufficiali in oltre 67 Paesi).
L’A.s. Roma deve decidere di fare il salto di qualità a livello commerciale, perché quest’area può essere il “driver” e il supporto alle future attività di intermediazione (per l’acquisto di nuovi calciatori). Il Real Madrid nella scorsa stagione si è potuta permettere per esempio di acquisire le prestazioni professionali di Kakà, Benzema, C.Ronaldo per due ordini di motivi: il sostegno del sistema bancario e l’utilizzo dei ricavi commerciali a supporto dell’area societaria delegata all’acquisto dei cartellini dei calciatori.
Ecco perché secondo noi la Roma deve decidere in tempi brevi di affidarsi a una agenzia worldwide di sports-marketing, che possa internazionalizzare il brand e il suo sviluppo commerciale. E’ una strada obbligata e già seguita dalle principali strutture calcistiche in tutto il mondo. Bisogna sganciare l’andamento del risultato sportivo da quello commerciale. In Italia si considera vincente una stagione collegata alla conquista del titolo. E’ un approccio obsoleto non in linea con le nuove tendenze per esempio del football europeo.
Speriamo, quindi, che il new deal della A.s. Roma possa coincidere con una serie di scelte rivoluzionarie puntando, tra l’altro, a valorizzare l’area web e multimedia, fino a oggi assolutamente non sfruttata a dovere. Speriamo che l’eventuale titolo nazionale possa facilitare proprio questo processo di rinnovamento.
- direttore agenzia stampa Sporteconomy.it
- http://www.sporteconomy.it
L’intervento di questa settimana di Marcel Vulpis all’interno della rubrica "Vulpis in Fundo" – Romanews.eu.
Media – Vulpis in fundo su “Romanews.eu”
VULPIS IN FUNDO
Ai tifosi della Roma piace scommettere sulla propria squadra….
di Marcel Vulpis*
E’ sempre ai primi posti la A.s. Roma quando si va a misurarne l’impatto del marchio all’interno della sua community (quella che tecnicamente viene chiamata "fan-base"). Il club capitolino è amato, infatti, non solo allo stadio (e certamente quando vince riesce persino a coagulare folle oceaniche), ma anche a livello di merchandising (anche se sono tante le opportunità mancate proprio su questo fronte) e nel mondo del "gioco".
Un’indagine recente dei Monopoli di Stato (AAMS) ha infatti stilato una classifica sulle "puntate" giocate dai tifosi o da semplici appassionati del betting sul mondo del football di serie "A", la massima divisione tircolore. E i dati confermano l’appeal del brand Roma anche nella community dei giocatori. Al primo posto troviamo il Milan di Leonardo, che ha generato puntate per 54,32 mln di euro, al secondo posto la Juventus (forte di una fan base di più di 14 mln di tifosi) con 52,67 mln di euro, sull’ultimo gradino del podio l’Inter campione di Italia (50,91 mln).
I "giallorossi" sono al quarto posto con puntate per 49,81 mln di euro. Il Napoli, altro grande marchio con forte seguito in tutta Italia (e non solo) è 5a con 47,37 mln. Seguono la Lazio (6a con 44,07 mln), la Fiorentina (7a con 41,92 mln), la Sampdoria (8a con 41,83 mln), il Genoa Cfc (9a con 41,72 mln) e il Palermo (41,52 mln di euro). A sopresa tra le prima venti squadre per puntate giocate c’è il Torino (18imo/21,81 mln), il Lecce (19imo/19,58 mln) e la Reggina (20a/19,58 mln), tutti club di serie B.
Se si pensa che il volume di puntate giocate nell’ultimo anno sul prodotto calcio è pari a 841.650.951,34 questi dati dovrebbero far riflettere i direttori marketing dei 20 club di A. Speriamo che lo facciano anche alla Roma, perchè vorrebbe dire che l’attuale partner del betting (il marchio Better/Lottomatica) dovrebbe pagare molto di più per la sponsorship in atto e questo potrebbe essere un fattore importante anche per il calcio-mercato futuro della società giallorossa. Better è "fornitore ufficiale" dell’A.s. Roma, ma visti i dati in esame dovrebbe rilanciare e diventare "sponsor", anzi tra i main sponsor. E’ tempo di contratti di sponsorizzazione misti (fisso+variabile) in casa Roma. Se non si arriva a questo non si sta sfruttando al massimo le opportunità di questo grande marchio sportivo.
*direttore agenzia stampa SPORTECONOMY
http://www.sporteconomy.it
fonte: www.romanews.eu

