Media – L’Antitrust apre per la prima volta all’editoria on-line
Secondo l’Antitrust, si legge in una nota, «occorre innanzitutto rivedere il sistema di sostegno pubblico al settore: i contributi diretti vanno indirizzati alle nuove iniziative imprenditoriali e non soltanto alle aziende ormai storicamente presenti sul mercato».
Insomma: via i giornali di partito, via le cooperative editoriali, e spazio invece a nuove testate. Attualmente, sostiene l’Autorità, vengono sistematicamente assegnati agli stessi soggetti, che considerano tali risorse come normale componente di bilancio. Per l’Antitrust, poi, i contributi vanno calcolati in base ai «dati effettivi di vendita», e non in base alle «copie effettivamente distribuite per la vendita», come stabilisce lo schema di regolamento varato nel 2009 dal governo.
L’attacco riguarda anche le edicole: «L’Antitrust ribadisce l’esigenza di superare definitivamente il regime di autorizzazione per l’apertura delle edicole, prevedendo anche meccanismi diversi di remunerazione, suggerisce quindi di ripensare la definizione di "prodotto editoriale". Occorre evitare che le agevolazioni e le stesse norme a tutela della parità di trattamento e del pluralismo informativo siano applicate a prodotti il cui contenuto editoriale è del tutto marginale, se non assente».
ntonio Catricalà, numero uno dell’Antitrust ha chiesto al Governo un intervento urgente al governo perché elimini i finanziamenti all’editoria e riorganizzi i meccanismi distributivi.

