Olimpiadi – SARUBBI (PD): la RAI non trasmette su tutto il territorio
il contratto citato impegna la Rai ad assicurare un «grado di copertura del servizio di radiodiffusione televisiva analogica non inferiore al 99 per cento della popolazione» (articolo 16); secondo l’interrogante tale copertura del segnale analogico, quindi in chiaro, non corrisponda al dato reale. Molte zone significative del paese non ricevono il segnale secondo la qualità e le modalità che il contratto di servizio garantisce.
In queste condizioni è necessario ricorrere ad altro genere di segnale (satellitare o digitale terrestre). Ma i diritti acquisiti dalla Rai per le Olimpiadi di Pechino (come anche per altri generi di manifestazioni) concernono le sole trasmissioni in chiaro; la loro diffusione su satellite risulta essere criptata;in questa situazione coloro che non riescono a ricevere correttamente il segnale analogico si trovano nella fattuale impossibilità di fruire di un servizio che dovrebbe essere loro garantito dal pagamento del canone Rai in ciò violando il contratto di servizio secondo il quale «al fine di garantire l’effettiva universalità del diritto pubblico radiotelevisivo la Rai assicura agli utenti in regola col pagamento del canone di abbonamento, e che sono impossibilitati a ricevere il segnale terrestre, l’accesso gratuito all’intera programmazione Rai diffusa sulle reti analogiche in forma non codificata e trasmessa in simulcast via satellite e via cavo».
Il deputato del PD, Andrea Sarubbi, in una interrogazione parlamentare sottolinea come la Rai, con notevole impegno economico, abbia acquistato i diritti per la trasmissione in chiaro delle olimpiadi di Pechino 2008 secondo un palinsesto che prevede 19 ore per le sole dirette televisive giornaliere per un totale di complessivo di 300 ore di programmazione.

