Il “Toto” Commissioni in Parlamento

Chiusa la partita sulla formazione del Governo, la maggioranza lavora al puzzle sulle Commissioni, che saranno convocate con ogni probabilità lunedì 20, per costituirsi attraverso l’elezione degli uffici di Presidenza. I tempi stringono e anche per questo domani, alle 14,30, si vedranno al Senato i capigruppo e i vice del Pdl, Fabrizio Cicchitto, Italo Bocchino, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Il termine per l’assegnazione dei parlamentari scade venerdì, ma parallelamente si tratta sul risiko delle Presidenze. Oltre la metà delle 28 Commissioni andranno al Pdl, in primis a Forza Italia seguita da An, mentre la Lega dovrebbe averne cinque, una al Senato e quattro alla Camera. Confermate poi le Presidenze delle giunte all’opposizione. Al Senato, per la guida dell’Affari costituzionali resta il nome di Andrea Pastore, senatore marchigiano che l’ha guidata nella XIVesima legislatura, ma spunta anche quello ‘più forte’, di Beppe Pisanu. Alla giustizia potrebbe andare Marcello Pera, anche se l’ex Presidente del Senato vorrebbe guidare la Esteri, fortemente ambita anche da Lamberto Dini, leader dei Libdem escluso dalla compagine di Governo. Se Pera guiderà la seconda e Dini la terza, la Difesa potrebbe andare a Luigi Ramponi, An, che ha guidato la stessa commissione alla Camera nel precedente Governo Berlusconi. Se invece Pera la spunterà sulla Commissione Esteri, Dini potrebbe avere la Difesa, e la Giustizia potrebbe andare all’ex sottosegretario Giuseppe Valentino, An. Per la Bilancio si fa il nome di Antonio Azzolini, per la Finanze quelli di Mario Baldassarri, ex vice di Tremonti di An o Giampiero Cantoni. Ma potrebbe aspirare a questa commissione anche Massimo Garavaglia, della Lega. Alla Cultura potrebbero andare Giuseppe Valditara (An), escluso dal Governo, o l’azzurro Franco Asciutti, mentre per i Lavori pubbliciè in pole Luigi Grillo. Alla Lavoro potrebbero andare Mario Ferrara o Oreste Tofani, alla Salute Elisabetta Casellati o Antonio Tomassini o Mario Mantovani. Al Pd andrà, con ogni probabilità, la Presidenza della Giunta per le elezioni e le immunità: in pole position per ora c’è Enzo Bianco. Alla Camera resta forte il nome di Donato Bruno per l’Affari costituzionali, anche se resta in ballo Enrico La Loggia. Scende, per la Giustizia, il nome di Giulia Bongiorno di An. Al suo posto potrebbe andare Bruno, e in quel caso La Loggia guiderebbe la prima. In calo anche il nome dell’azzurro Antonio Martino alla Difesa, dove si fa anche il nome del generale Roberto Speciale. Agli Esteri resta la candidatura di Margherita Boniver, alla Finanze potrebbe andare Gianfranco Conte (entrambi Fi), alla Bilancio il leghista Giancarlo Giorgetti. Il Carroccio dovrebbe avere altre tre presidenze, per le quali corrono Andrea Gibelli (che aspira alla Trasporti e Telecomunicazioni, cui punta anche Mario Landolfi), Angelo Alessandri e Gianpaolo Dozzo. Giacomo Stucchi dovrebbe invece ricoprire il ruolo di segretario aggiunto dell’Aula. Per le Attività produttive si fanno i nomi degli azzurri Mario Valducci e Stefano Saglia. Alla Cultura potrebbe andare Benedetto Fabio Granata (An), alla Affari sociali Domenico Di Virgilio (Fi). Sulle Commissioni di garanzia, Vigilanza e Copasir, è ancora aperta la partita nel Pd: per la prima si fanno i nomi di Giovanna Melandri, Andrea Orlando o Marco Follini, anche se ci punta ancora l’Idv. Alla seconda dovrebbe andare Francesco Rutelli. Infine le Giunte: Pierluigi Castagnetti dovrebbe guidare quella per autorizzazioni a procedere, Maurizio Migliavacca quella per le Elezioni. fonte: agenzia APCOM

Previous post

Formula1 - Reebok scende a fianco di Hamilton (McLaren)

Next post

Stadi - I viola pensano a un nuovo "Artemio Franchi"

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis