Calcio – L’opionioni dei politici sul ritorno alla “contrattazione collettiva” dei dir
A poche di distanza dalla decisione del CdM di tornare, a partire dal 2007, ad una contrattazione collettivo dei diritti tv del calcio, cominciano ad uscire le prime dichiarazioni.
Luciano Ciocchetti, responsabile nazionale dello sport per l’UDC ha dichiarato: “Lavoreremo insieme al Governo e alle altre forze politiche per arrivare ad un testo condiviso. Le premesse ci sono tutte. Credo che oggi si sia stato fatto un importante passo in avanti verso il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti tv così come chiesto dall’Udc con una sua pdl. Finalmente non ci sarà più un mercato caratterizzato dalla posizione dominante di pochi club che in questi anni si sono spartiti la torta dei diritti televisivi, determinando evidenti gap strutturali e finanziari tra le diverse società di calcio. La riforma dei diritti tv – conclude Ciocchetti – è il primo importante passo per un ampio rinnovamento del calcio italiano.”
Gli fa eco l’on. Cento (Verdi, sottostegretario all’economia), che dichiara: “”Dopo l’intervento della giustizia sportiva, ora anche governo e Parlamento, con il Ddl Melandri, possono dare un contributo decisivo alla riforma del calcio ed alla sua gestione. ‘Il ritorno alla contrattazione collettiva, nel rispetto delle norme antitrust, consentira’ un riequilibrio tra le diverse societa’ di calcio e mettera’ fine ad un’azione discriminante verso le piccole squadre. Con questa riforma varata dal governo che puo’ raccogliere un ampio consenso trasversale in parlamento si puo’ aprire stagione nuova nel calcio. I prossimi obiettivi sono la revisione delle norme sulle societa’ quotate in borsa e la definizione di nuove regole gestionali perche’ le societa’ di calcio che non possono essere equiparate alle societa’ per azioni”. (riporduzione riservata)

