Coperture sportive e una tendostruttura record da 4.800 m²: come AmarantoIdea sta ridisegnando l’ingegneria degli spazi
Chiunque pratichi padel, tennis o qualsiasi altra disciplina all’aperto conosce fin troppo bene quella scena. Sei a un’ora dall’inizio della partita, ti prepari, magari hai già la borsa in spalla, e ti affacci alla finestra o guardi verso il cielo per capire se la serata è salva. Bastano una nuvola carica d’acqua o una raffica di vento imprevista per mandare all’aria la prenotazione, cancellare la sfida della settimana e lasciare tutti con l’amaro in bocca.
Per chi pratica sport è un peccato, ma per i gestori dei circoli e dei centri sportivi italiani è molto di più. È un grattacapo quotidiano, una perdita economica netta e un problema costante di fidelizzazione dei soci.
Perché proteggere gli impianti sportivi dal meteo
È proprio da questa esigenza concreta che AmarantoIdea ha iniziato a sviluppare il suo lavoro, trasformando il meteo avverso da fattore bloccante a semplice dettaglio irrilevante. Da anni l’azienda progetta e realizza coperture e tendostrutture pensate specificamente per le esigenze degli impianti sportivi.
Proteggere uno spazio sportivo non significa semplicemente “coprirlo”. Significa consentire ad allenamenti, campionati e tornei amatoriali di proseguire 365 giorni all’anno senza alcuna interruzione. Significa dare certezze sia a chi gestisce sia a chi gioca. La modularità delle strutture moderne permette di adattare ogni installazione alle caratteristiche specifiche del terreno e delle dimensioni richieste, trasformando impianti prevalentemente estivi in hub sportivi vivi e frequentati per dodici mesi l’anno.
Se stai valutando come valorizzare un centro sportivo o vuoi trasformare una struttura all’aperto in uno spazio sfruttabile tutto l’anno, puoi richiedere un preventivo gratuito ad AmarantoIdea per individuare la soluzione su misura più adatta al tuo impianto.
L’architettura del gioco
Chi pratica sport sa perfettamente che la validità di una copertura non si misura dal materiale quando la guardi da fuori, ma da come ci si sente quando si gioca all’interno. Realizzare una copertura sportiva richiede una sensibilità progettuale ben diversa da quella necessaria per un semplice magazzino logistico.
In primo luogo c’è la questione dell’altezza libera. Nel padel come nel tennis o nel beach volley, il pallonetto, la schiacciata a rete o la difesa disperata a fondo campo richiedono volumi d’aria importanti. Un soffitto troppo basso o la presenza di tiranti ingombranti condizionano la traiettoria della palla e rovinano l’esperienza di gioco. Le strutture devono perciò rispettare rigorosamente gli standard dimensionali internazionali, garantendo che nessun atleta debba mai trattenere un colpo per paura di impattare la copertura.
In secondo luogo ci sono la luminosità e l’isolamento termico. I teli e le membrane ad alte prestazioni in PVC giocano un ruolo cruciale. Devono lasciar passare la giusta quantità di luce naturale durante le ore diurne per evitare zone d’ombra fastidiose e ridurre i consumi elettrici, garantendo al contempo una protezione adeguata dal caldo estivo e dal freddo invernale. Il risultato deve essere un microclima interno piacevole sia per chi suda in campo sia per chi assiste sulle tribune.
Infine, c’è la struttura portante. L’utilizzo di scheletri in alluminio ad alta resistenza, leggeri e immuni ai problemi di corrosione da umidità, permette a queste strutture di affrontare decenni di utilizzo senza richiedere interventi di manutenzione continui o costosi.
Dai campi sportivi all’arena per eventi: la sfida di Rende e l’Oktoberfest Calabria
L’esperienza accumulata nel settore dello sport ha permesso ad AmarantoIdea di spingersi oltre, dimostrando che la stessa ingegneria della flessibilità può essere applicata su scala monumentale per il mondo del turismo e dei grandi eventi.
La prova più evidente di questa capacità di visione e progettazione arriva dalla Calabria, dove l’azienda ha firmato la più ampia tendostruttura mai realizzata in Italia. All’interno della CTC Arena di Rende, la sesta edizione dell’Oktoberfest Calabria, grande manifestazione organizzata da Wisea Eventi, prende vita sotto un’imponente copertura da 60 per 80 metri capace di ospitare 3.800 posti a sedere e di accogliere fino a 9.000 persone durante i grandi spettacoli e i concerti serali.

Il primo vero grande banco di prova di questo progetto sarà quindi l’Oktoberfest Calabria, in programma dal 15 al 31 ottobre a Rende (Qui è possibile prenotarsi). Una manifestazione che porta sul territorio la più autentica tradizione bavarese contraddistinta dalla celebre birra Märzen servita insieme a stinco di maiale, pollo arrosto croccante, i classici Bretzel e tante altre specialità. A fare da cornice a questa proposta gastronomica c’è un ricco programma d’intrattenimento.
Spazio anche allo sport il 25 ottobre con la Oktoberfest Run, gara podistica competitiva da 10 chilometri e non competitiva da 5 chilometri giunta alla sua terza edizione grazie alla collaborazione con la Marathon Cosenza. Gare anche dedicate ai più giovani con la Family Run da 1 chilometro.
Una filosofia costruttiva pensata per chi vive gli spazi
Con all’attivo quasi 300 installazioni censite in oltre 220 città italiane, AmarantoIdea ha consolidato la propria identità lavorando a stretto contatto con realtà estremamente diverse tra loro: Impianti sportivi di quartiere, circoli agonistici, maneggi, resort turistici, fino a coperture per il settore industriale e agricolo.
La forza di questo approccio risiede proprio nello scambio continuo di esperienze tra settori differenti. L’attenzione all’impatto estetico e alla gestione dei grandissimi flussi di persone, tipica del mondo degli eventi e dell’intrattenimento, arricchisce la progettazione degli spazi sportivi. Viceversa, il rigore strutturale e la ricerca di massima resistenza funzionale pretesi dal settore industriale garantiscono una durata impeccabile anche alle strutture dedicate al tempo libero.
In fondo, al di là dei numeri, delle certificazioni e dei metri quadrati di superficie, il criterio definitivo per giudicare un’opera resta estremamente semplice ed è legato alla quotidianità delle persone che la utilizzano. Una copertura ben fatta si riconosce da un dettaglio sottile. Quando le partite non saltano più, gli spalti restano vivi anche nelle giornate più rigide d’inverno e le persone, una volta entrate in campo o nell’arena, smettono del tutto di guardare il cielo.

