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Il boato del Centrale per il “re” del tennis

(di Carmelo Pennisi)* Jannik Sinner entra in campo per concludere la sua partita con Daniel Medevedev, e il Centrale del Foro Italico esplode di gioia irrefrenabile. E’ un boato atteso da anni da un pubblico felice di avere finalmente il numero uno del mondo dalla sua parte. E’ tennis ed è desiderio; e’ aver aspettato per anni sperando che questi giorni arrivassero. Siamo stati tanti anni in sala d’attesa, perche’ il piu’ delle volte l’amore precede il suo oggetto. Non siamo stati impazienti nell’attesa, piu’ che altro increduli nel vedere sempre gli altri avere quel che ci spettava di diritto dal destino. Non c’è circolo tennistico, dalle Alpi a Lampedusa, in cui non si sia parlato, almeno una volta, di questo momento. Per molto tempo abbiamo tenuto un posto speciale nel cuore per Sinner, la cui venuta al mondo e’ stato un piacevole imprevisto, un dono inatteso. La maternita’ e’ sempre un miracolo. Il boato del Foro Italico e’ il segno di una liberazione, di qualcosa di compiuto. Una delle ultime volte che parlai con Gianni Clerici, il piu’ grande cantore del tennis che l’Italia abbia mai avuto, mi confido’ quanto sentisse vicino il momento: “sai, ho visto un ragazzino niente male. Forse ci siamo. Ah, si chiama Jannik Sinner”. Quando si trattava di tennis “Lo Scriba” non si sbagliava mai. L’unico rammarico e’ che lui non ha potuto sentire il boato di gioia del “Centrale”, ne avrebbe scritto rime da ricamare tra le stelle. Punto, game, set!

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Redazione

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