Non solo Haaland: i numeri del calcio norvegese…
(di Davide Pollastri) – Il momento estremamente brillante della nazionale che ha costretto la nostra selezione all’ennesimo play-off mondiale è “figlio” di una generazione di talenti impegnati nei più importanti campionati europei. Ventotto anni dopo il gol di Christian Vieri che la eliminò da Francia ‘98, la Norvegia torna al mondiale. La vendetta sulla nostra selezione è maturata nel corso delle qualificazioni, con due vittorie in altrettante partite e il primo posto nel gruppo I. Un simile risultato merita attenzione e un’analisi approfondita.
A contribuire ai risultati della nazionale, guidata dal 3 dicembre 2020 da Ståle Solbakken, sono soprattutto campioni del calibro di Erling Haaland e Martin Ødegaard. I due talenti, entrambi impegnati in English Premier League (EPL), sono i due giocatori norvegesi di maggior valore economico. Il centravanti del Manchester City, con una valutazione di 200 milioni di euro, è da anni uno degli sportivi più quotati e più pagati (Haaland dai “Citizens” percepisce 500.000 sterline a settimana: circa 30 milioni di euro a stagione), mentre il ventisettenne Ødegaard, capitano della nazionale e dell’Arsenal (da cui, secondo le stime di mercato riportate da capology.com, percepisce un ingaggio di 240mila sterline a settimana, ovvero circa 14 milioni di euro a stagione) è quotato 75 milioni di euro. Il terzo giocatore di maggior valore è Jørgen Strand Larsen, un passato nel settore giovanile del Milan e un presente al centro dell’attacco del Wolverhampton (da cui, sempre secondo le stime di mercato riportate da capology.com, percepisce 95.000 sterline a settimana, ovvero circa 5,7 milioni di euro a stagione), il cui valore di mercato è stimato da Transfermarkt in 40 milioni di euro. Tra gli altri giocatori di maggior valore troviamo Antonio Nusa, ala sinistra del Lipsia valutato 32 milioni di euro; Oscar Bobb, ala destra del Manchester City valutato 25 milioni di euro; e Sander Berge, mediano del Fulham anch’esso valutato 25 milioni di euro.
Nel complesso, la nazionale norvegese vale al momento 577,90 milioni di euro, quasi 250 milioni meno della selezione italiana, valutata al momento 827 milioni di euro. Eppure i norvegesi ci hanno battuto e sono già al mondiale, mentre i nostri rappresentati dovranno superare i play-off che li vedranno opposti all’Irlanda del Nord ed eventualmente alla vincente del match tra Galles e Bosnia ed Erzegovina.
Ancora più clamoroso è il distacco tra il valore del nostro campionato e quello norvegese. Sommando i valori di tutti i giocatori, la nostra Serie A vale al momento 5,36 miliardi di euro, mentre la Eliteserien norvegese solo 308,18 milioni di euro, ovvero meno della rosa del Como, valutata al momento 325,30 milioni di euro.
Dare una spiegazione a questa discrepanza tra valori e performance non è facile. Una possibile chiave di lettura risiede nella sopravvalutazione strutturale del capitale umano. In Italia i valori economici attribuiti ai calciatori – spesso fissati più sulla base delle aspettative o delle esigenze di bilancio dei club che sul rendimento effettivo – non sempre trovano riscontro sul campo. Senza entrare nel merito dei singoli casi, il differenziale tra valutazioni e performance appare in più occasioni evidente, soprattutto quando il confronto avviene su base internazionale.
Questa, tuttavia, è solo una delle molte spiegazioni possibili. Un’altra può essere ricondotta ai settori giovanili, non sempre lungimiranti nella formazione dei giovani calciatori e nella selezione dei talenti su cui investire nel medio-lungo periodo. In conclusione, la nazionale norvegese rappresenta un significativo esempio di come i valori economici non sempre riflettono quelli espressi sul campo.

