Tempi Supplementari: Scuola e moto nel nuovo piano dello sport targato Coni-Governo Renzi


(di Gianni Bondini) Lo sport va a scuola?  Per ora, ci mette solo i piedi. Non dappertutto, ma nelle classi elementari (esclusi i più piccoli, quelli delle prime). Si chiama “Educazione motoria”. Ne avevano parlato già il premier Matteo Renzi e il numero uno dello sport Giovanni Malagò (presidente Coni), a luglio durante la visita delle schermitrici d’oro a Palazzo Chigi. Serve a combattere la sedentarietà infantile. Quella delle merendine e del pascolare davanti alla tivù. Però  è solo filosofia. Sullo stile di vita dei ragazzini. Che c’è di nuovo? Rispetto agli annunci di riforma scolastica di Berlinguer e Fioroni con-Petrucci o di Gelmini e ancora

Petrucci? Finiti tutti nel dimenticatoio?

C’è già pronto un decreto e non un disegno di legge, che rischia l’assalto degli emendamenti.  Ci sono personaggi che ci stanno mettendo la faccia. Ci sono date certe. E tutti passaggi saranno “tracciabili”. Basta un clic.

Ieri si sono incontrati il sottosegretario Graziano Delrio, vicepremier a tutti gli effetti, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Hanno ribadito gli impegni.

Cinque mila 300 insegnanti Isef e laureati in Scienze Motorie, precari storici da collocare. Un’ora a settimana dalla seconda alla quinta elementare per “muoversi” in modo programmato e corretto. A regime

nell’anno scolastico 2015-2016. Da ottobre si raccoglieranno consigli e pareri.

A questo s’intreccia il ddl della deputata del Pd Laura Coccia, che proprio di “motorietà primaria” tratta. All’attuazione  ci stanno pensando sia il capo dello staff di Malagò, Francesco Soro, che presiede anche il settore legislativo del Coni, e uno stuolo di dirigenti del Ministero dell’Istruzione di Stefania Giannini.

E’ tutto allo scoperto sul sito “passodopopasso.italai.it. E non c’è bisogno di Beppe Grillo per dire: “S’è solo un annuncio rischiate di brutto”.

Quel che manca ancora, è la copertura finanziaria dell’attività extra orario scolastico. Per fare pure un po’ di sport. Ma per questo non c’è (veramente) neanche un euro.

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