CNA Commercio risponde all’appello di Sporteconomy sui Giochi: Si’ alla candidatura di Roma, ma prima il referendum
Sì ai Giochi e alla candidatura di Roma2024, ma prima un referendum popolare e vi spiego perchè, L’ultima esperienza di un comitato per la candidatura al CIO di Roma2020 ha lasciato degli strascichi che non possono essere dimenticati, oggi. L’allora sindaco Gianni Alemanno anche lui aveva sposato in pieno il progetto, sviluppando principalmente fra il Flaminio e il Salario, gli interventi urbanistici che avrebbero dovuto rendere possibile la realizzazione, sia della mobilità sostenibile, che di tutte le cubature necessarie ad ospitare gli atleti, gli uffici e la stampa oltre che tutti gli impianti sportivi necessari. Ma da subito si capì, di questo devo darne il merito al presidente del Comitato di allora Mario Pescante, che la comprensione della vocazione dei territori interessati, avrebbe rappresentato l’unica via d’uscita per una corretta mediazione interpretativa, per ridurne l’impatto ambientale, aumentandone la sostenibilità.
Gli organizzatori sposarono questo slancio di partecipazione attiva ed assolutamente innovativa per le abitudini italiane ed anche noi, come Assocommercio Romanord e CNAcommercio Roma, oltre altre associazioni e comitati cittadini, fummo coinvolti nella segnalazione delle eventuali criticità e nella richiesta di uno sviluppo e rigenerazione urbana attenta a rilasciare un ritorno effettivo di utile alla collettività, una volta finito l’evento sportivo.
Laboratorio di esperienze inutili, anche se ci fu lo sforzo di far incontrare al tavolo delle idee le nostre sensibilità con le rigide regole del CIO ed il desiderio del Sindaco di mettere la sua firma su un progetto di nuovo sviluppo, ma sostenibile, per infrastrutture nuove per una città a nord dimenticata, infrante miseramente, nella cartella dei conti del presidente Mario Monti.
La memoria di quanto, per le Olimpiadi del ’60 a Roma furono grandi le opere realizzate per accoglierle, sono ancora oggi il presente della nostra città. Roma quasi ancora ferma a quel grande slancio veramente, infrastrutturale, che l’ha sviluppata verso l’asse nord del Flaminio, urbanizzando una nuova città fra Cassia e Flaminia, oggi estesa quanto Milano, nel Municipio XV, si porta dietro un debito contabile che ancora viene attribuito a quel momento di grande crescita cittadina.
Passando poi con la memoria con un salto agli anni’90 Mondiali di calcio, dei grandi investimenti e di un fiume di spreco di denaro pubblico, ancora viviamo la ferita di opere mai concluse. Una per tutte, il tracciato ferroviario per la chiusura dell’anello ferroviario, sempre a Roma Nord, mai completato, non tanto perché un tratto del rilevato ferroviario dato in uso da FS ad un borgo di piccola impresa artigiana, ma soprattutto perché le misure della galleria sotterranea non permette l’uso degli attuali vagoni.
Risultato una stazione fantasma a Vigna Clara ancora oggi chiusa ed una ferita sotterranea che attraversa tutto il quartiere che drena acque reflue, sabbie e limo, smottando di continuo il terreno, inclinando i piani di appoggio dei grandi condotti dei servizi che creano voragini continue e modificando l’assetto dei palazzi sovrastanti.
Per completare il file di memorie fugaci dobbiamo citare la grande opera di Calatrava per i recenti mondiali del nuoto (Roma2009). Una struttura di acciaio e vetro che doveva contenere una piscina olimpionica appunto, tecnicamente e termicamente inutilizzabile che oggi giace abbandonata, come fosse un grande salvadanaio di soldi pubblici, quindi con dentro i nostri soldi.
Solo alcuni stralci di memorie che offendono tutta la collettività per aver contribuito con le risorse di tutti a questo infinito spreco degli eventi speciali ma che in particolare lasciano il loro ritorno di negatività, neanche a farlo apposta, sempre a noi di Roma Nord (e non solo). Ben venga la proposta di consultazione preventiva e trasparente (un referendum popolare, come chiede questa mattina dalle colonne dell’agenzia Sportecononomy il direttore Vulpis), per chiudere quelle maglie di un sistema, che troppo spesso ha permesso di lucrare e quindi delinquere a chi si è occupato di grandi eventi e di grandi finanze……perché la prossima sana competizione Olimpica sia una opportunità di crescita per tutti e non una “medaglietta d’oro” per pochi.
Giovanna Marchese Bellaroto
Presidente CNA Commercio Roma
Assocommercio RomaNord
Pubblichiamo il primo intervento di risposta alla proposta di Sporteconomy sul tema del referendum popolare, per sancire la candidatura di Roma per i Giochi 2024 o, come è successo in Baviera nello scorso inverno, per rispedirla al mittente del comitato organizzatore locale. La lettera arriva dalla presidente di Cna Commercio Roma, che aveva collaborato con il precedente comitato organizzatore per la candidatura di Roma ai Giochi 2020.

