Presilla (SportRadar): Tentativi di combine partono da lontano, ma il settore scommesse nel suo complesso e’ sano
“Dopo 150 incontri con società e con il mondo del calcio posso dire che i tentativi di combine partono da lontano, gli atleti vengono progressivamente coinvolti partendo dalle informazioni riservate. Ė una escalation, si chiedono cose apparentemente banali, ma una volta che l’atleta, soprattutto i ragazzi, si fa coinvolgere, ė difficile uscirne”. Lo ha spiegato Marcello Presilla, International Integrity Manager Sportradar, nel corso della presentazione del progetto ’Rugby: educazione e prevenzione contro il match fixing’, in collaborazione con Sportradar e Lottomatica. “La scommessa non è l’erba del diavolo, ė un elemento rivelatore della vitalità dello sport. – ha aggiunto Presilla – La gran parte delle scommesse ė fatta da tifosi, amanti dello sport, il 99% ė sano e parliamo di un mercato, a livello mondiale, di 750 miliardi di euro l’anno. La tendenza crescente delle scommesse sul rugby testimonia l’interesse crescente del pubblico“.
“Il fatto che aumentino le opportunità di betting, soprattutto in Asia dove il mercato non è regolamentato, crea anche la necessità di maggiore informazione, perché a qualcuno potrebbe venire in mente di alterare il risultato. Ai giovani atleti vanno spiegati i micro eventi che potrebbero incidere su queste cose. Da questo punto di vista il rugby è un baluardo di sportività ma non vanno chiusi gli occhi, c’è un livello di attenzione anche su questo. L’obiettivo è educare ed informar perché il match fixing non è un problema del calcio, ma dello sport”.

