Squadre italiane a rischio Celtic league. Si attende l’intervento politico della FIR


Nubi in arrivo per le squadre italiane iscritte alla Celtic League. Il grido d’allarme arriva direttamente dal Gazzettino.it, secondo il quale “…L’accordo quadriennale scade a maggio e la Federugby ha subordinato la loro partecipazione alla cancellazione della “tassa” d’ingresso di 3 milioni di euro a stagione, dettata dal fatto che le italiane non portano sponsor, né diritti televisivi. Quei soldi sembrano troppi però. Ed è probabile che si vada a una graduale riduzione. Ma l’accordo col Board del Pro 12 slitta anche perché nel frattempo è scoppiata la guerra anglo-celtica sulle coppe europee. Gli inglesi sono usciti e non si sa bene se i gallesi li seguiranno. Insomma anche il Pro 12 vive un futuro molto incerto. E chiaro che in un simile marasma ad attirare i giocatori più forti sono soprattutto i due campionati più ricchi: la Premiership e il Top 14”. Serve quindi un intervento “politico” del presidente della FIR Gavazzi, per intervenire in ambito europeo e far ridurre, o meglio ancora eliminare (anche se l’assenza di sponsor e contratti da diritti tv è un ulteriore conferma dell’asfissia del mercato tricolore) questa “gabella” di partecipazione per far parte del rugby continentale che conta. Nel frattempo i top club europei, si legge sempre sul Gazzettino, sono, crisi o non crisi, scatenati nell’acquisto dei migliori giocatori del settore. E il “gap” per la palla ovale tricolore si allarga. 
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Marcel Vulpis

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