Tifosi: il vero valore aggiunto

Sostituite il termine “calcio” con una disciplina sportiva a vostra scelta, e il risultato non cambierà. I tifosi, gli spettatori, gli appassionati: sono loro il vero motore dello sport. 
Non ci sarà mai nessuna tecnologia o nessun servizio che potrà sostituirli, per il semplice motivo che è grazie a loro, alla loro passione e inspiegabile fede che lo show va avanti. Ma se questo assunto è vero, cosa significa per un club, una Lega, una Federazione, uno sportmaker in genere? Significa che una parte fondamentale dello spettacolo offerto viene proprio dal contorno, dal calore sugli spalti e dalle aspettative che genera. 
Coinvolgere i tifosi e renderli coprotagonisti attivi è la sfida che ogni società deve provare a vincere, per migliorare il proprio appeal e la propria “stadium experience”. Il tifoso non è più un semplice spettatore cui dover comunicare solo orario e luogo della partita, né solo un cliente cui vendere gadget e tessere fedeltà. Ora tutto si è rivoluzionato e il tifoso deve essere posto al centro del sistema, perché rappresenta un partner dello sportmaker, un player fondamentale della squadra. Il Paderborn (seconda divisione tedesca) con il suo “Kids Club”, da anni porta allo stadio, senza genitori, bambini tra i 5 e i 14 anni. 
In casa e in trasferta i giovani tifosi sono soli sotto la supervisione di insegnanti, con cui svolgono anche programmi educativi. Altro paese, altra dimensione: il Manchester City ha lanciato l’hashtag #BlueView divenuto trending topic su Twitter che dà la possibilità ai tifosi di vedere visualizzato il proprio tweet sui maxischermi durante i match di Premier League. Attraversiamo l’oceano e cambiamo disciplina: in NBA, un tifoso dei Miami Heat nell’intervallo della partita ha fatto canestro da metà campo ricevendo, oltre al premio stabilito, i “calorosi” festeggiamenti da parte di LeBron James che assisteva al gioco da bordo campo. Sono brevi cenni che ci mostrano come migliorare il rapporto con i tifosi non solo sia possibile, ma addirittura auspicabile, per garantire una fedeltà duratura alla causa. 
Apriamo la comunicazione ai tifosi, interagiamo con loro, mettiamoli in condizione di sentirsi davvero importanti per il loro sport, ascoltiamo quanto hanno da dirci, offriamo emozioni: facciamo in modo che si sentano davvero in famiglia sulle nostre tribune. E il risultato sarà assicurato: otterremo una forza incredibile che ci spingerà sempre più in alto. Se infatti dall’amore di Hornby per l’Arsenal vogliamo trarre un insegnamento è che, quando tutti i players sono coinvolti e si sentono importanti, l’esperienza vissuta diventa unica e indimenticabile. 


Roberto Lamborghini  Centro Studi e Area Progetti Studio Ghiretti & Associati
…e poi il fischio dell’arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio” [Nick Hornby, “Febbre a 90°”].
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Marcel Vulpis

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