Legambiente: Legge sugli stadi o deregulation urbanistica?

Non chiamatela Legge per gli stadi. Questo provvedimento non ha nulla a che fare con la giusta richiesta di avere in Italia strutture sportive moderne, sicure, accessibili. L’emendamento presentato dal Governo alla Legge di Bilancio consente di usufruire di procedure speciali al di fuori della pianificazione ordinaria, per realizzare case, uffici, centri commerciali, stadi anche in “aree non contigue” superando anche ogni tipo di vincolo urbanistico, idrogeologico o paesaggistico”. È quanto denunciano Legambiente e il Consiglio nazionale architetti, che hanno organizzato oggi a Roma una conferenza stampa dal titolo “Legge sugli stadi o deregulation urbanistica?”, per denunciare e opporsi all’emendamento del Governo in materia di stadi, per chiedere di ritirare l’emendamento e di aprire un confronto pubblico e serio sul tema.
Tra gli aspetti più inquietanti sottolineati nel corso della conferenza stampa vi è il fatto che il provvedimento non riguarda più gli stadi delle squadre di Serie A, ossia la ragione per cui era stato pensato il provvedimento nella scorsa legislatura per rendere moderni gli stadi di 8-10 città candidate agli Europei di Calcio. Se nella prima versione della Legge si prevedeva che a usufruire di queste procedure potessero essere infatti gli impianti di almeno 10.000 posti a sedere allo scoperto e 7.500 posti a sedere al coperto, ora nel testo presentato dal Governo siamo passati a 500 posti al coperto o 2000 allo scoperto, il che vuol dire rendere possibile in almeno mille Comuni italiani operazioni immobiliari pienamente giustificate dal provvedimento. E non vi sarebbero neanche più limiti di tempo per presentare i progetti, perché la Legge non è più legata a una manifestazione sportiva.

Legambiente: “altro che sport, si vogliono costruire case, centri commerciali e stadi senza alcun limite di volumetria e in qualsiasi area tra cui quelle a rischio idrogeologico”

Previous post

Il caso Diego Costa scatena i pubblicitari brasiliani e il mondo di Twitter

Next post

La Lega Pro Boxe riparte dal presidente Nori

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis