Calcimercato – I commenti tecnici ai tempi della crisi italiana
Gli studi, effettuati dalla ‘Gazzetta dello Sport’, rivelano alcuni tratti esclusivi, che nell’eccitazione delle trattative potrebbero esser sfuggite ad alcuni operatori e tifosi. L’Inter, ad esempio. Tutti pensano sia stato un mercato di basso profilo e in effetti Mazzarri non ha avuto top player. Ma gli acquisti di Icardi dalla Samp (13 milioni), della metà di Belfodil dal Parma (10 milioni) e i riscatti di Silvestre (6 dal Palermo) e Handanovic (8 dall’Udinese) hanno creato un buco di bilancio pari a 41,45 milioni di euro. Moratti è riuscito a ricavare qualcosina solo dalle cessioni in Germania di Caldirola e Donati, mentre il prestito di Silvestre al Milan ha portato in dote appena 750mila euro, realizzando al momento una “minusvalenza” record.
Sorridono, ma non troppo, i conti della Juventus, ossia la seconda squadra col peggior saldo della A. I bianconeri sono quarti alla voce spese (poco più di 47 milioni), ma nelle casse della società di corso Galileo Ferraris sono tornati appena una trentina di milioni. E grazie alle partenze di Matri (11 milioni) e Giaccherini (7,5 milioni), aspramente criticate da Antonio Conte in conferenza stampa. Il terzo gradino di un podio al contrario va al Napoli di De Laurentiis, ribattezzato Real Napoli per i contatti ormai frequenti col Real Madrid. Gli azzurri sono il club che spendono più in assoluto: 85,5 milioni (di cui 37 per Higuain, 21 per Callejon e Albiol insieme). Ma restano a galla (-14 di passivo) grazie alla cessione eccellente di Cavani al Psg (64,5 milioni).
Fra le big va registrato un altro saldo negativo: quello del Milan. Galliani, astutissimo a prendere Kakà senza sborsare un euro, ha sul groppone gli acquisti di Saponara (3,8 per la comproprietà dall’Empoli) e Matri, ma soprattutto l’oneroso riscatto di Zapata, fissato a 7 milioni dal Villarreal. Un passivo coperto solo con la cessione di Boateng allo Schalke: il saldo finale dice -13,15 milioni. Pollice verso anche per la Lazio che – nonostante il mancato assalto a Yilmaz – è a -10 milioni. Fanno invece una gran bella figura Roma e Fiorentina. I viola con un +4,7 derivante soprattutto dalla cessione di Jovetic in Inghilterra, la Roma – che è anche seconda alla voce spese – con un astronomico (è proprio il caso di dirlo in questi tempi di vacche magre) +32,4. La nuova proprietà americana ha speso 60,6 milioni per Benatia, Strootman, Gervinho e Ljajic, ma ne ha ricavati addirittura 93 per le cessioni di Marquinhos (31,4), Lamela (30), Osvaldo (15,1) e Stekelenburg (5.6), cui si aggiungono altre piccole operazioni. Insomma, lo scudetto dei conti è giallorossi. Per il campo c’è sempre tempo.
L’Inter esce dal mercato estivo con le ossa rotta. Non in termini di profitti sul campo, ma dal punto di vista finanziario. Il club di Moratti, infatti, è quello col saldo peggiore: solo 8 milioni di entrate di fronte a circa 49 mln di spesa nell’ultima sessione estiva. Va meglio a Juventus e Milan (rispettivamente -16 e -13,1 nel saldo). Il Napoli è quella che spende di più (85,5 milioni), la Roma quella che lo fa meglio (+32 mln). E’ l’analisi compiuta dai giornalisti di Sportmediaset.it relativamente agli effetti della crisi economica italiana sul calciomercato tricolore appena concluso. E i commenti sulle “sette sorelle” (Juventus, Milan, Inter, Napoli, Udinese, Lazio e Roma), per non dire “otto” (visto che a tutto diritto c’è dentro anche l’ACF Fiorentina) sono talvolta lusinghieri, talvolta un pò meno.

