LEGA PRO: Ghirelli traccia le linee guida della strategia futura
D: Già da alcuni anni state portando avanti un progetto di restyling della Lega Pro. Quali sono i punti cardine di questa strategia presente/futura?
R: La riforma dei campionati è il perno del nostro progetto. Non è possibile avere un numero di club ampio ed esageratamente ampio nel calcio professionistico. Non lo consente la gravità della situazione economico-finanziaria dell’Italia. Gli imprenditori non fanno profitti nelle aziende e quelli che fanno non possono essere convogliati fuori dalle proprie aziende. I club di calcio in Italia non sono riusciti a darsi un profilo aziendale alto e/o adeguato. Questo questo pesa enormemente, sempre e in particolare in tempi di crisi. Questo vale per tutti i campionati, a maggior ragione per la Lega Pro. Di conseguenza e per fortuna, abbiamo operato in anticipo, tra contrasti e opposizioni rilevanti (oltre che miopie macroscopiche), e abbiamo trasformato una necessità (tagliare il numero di club) in una opportunità (fare la riforma). Da qui le regole, cioè obbligare ad un equilibrio economico/finanziario i club; puntare sui giovani calciatori; conferire regolarità massima al dato tecnico/sportivo del campionato. E, abbiamo ingaggiato una lotta senza quartiere contro chi vuol taroccare le partite attraverso la pratica della contraffazione delle scommesse sportive.
D: Sempre in questi ultimi anni sono “saltati” molti club di seconda e prima divisione di Lega Pro. Come state aiutando gli attuali club iscritti a trovare un ciclo virtuoso sotto il profilo economico?
R: E’ la domanda che ci assilla con più insistenza. Risponderò con la ‘ruvidezza’ necessaria, ma in modo sintetico, perché emerga la massima chiarezza: A) Definendo una Consob (abbiamo da tempo inviato in FIGC una proposta), che consenta di evitare che entrino i ‘predatori spregiudicati’ che si fiondano sulle società solo per “spolparle” quando una proprietà se ne sta andando. Sono sempre gli stessi e non riusciamo a bloccarli, ricevendone un danno rilevante per il sistema calcio; B) Il club di calcio è un’azienda normale e deve soddisfare i suoi obblighi (pagamento degli emolumenti, oneri fiscali e tributari, IVA, ecc.) nei tempi e nei modi come ogni azienda.
I tempi dilatati non salvano i club di calcio, ma li appesantiscono sino alla asfissia e al fallimento; C) ci vuole un’organizzazione efficiente dell’azienda, con responsabilità precise e riconosciute. Questo è il deficit più pesante che abbiamo.
Come fare? Il Budget è uno strumento chiave e il suo collegamento alle regole ne fanno lo strumento principe. Il Piano industriale pluriennale è l’architrave, non bastano le regole seppur importanti per questa fase, occorrono progetti e sinergie tra i club.
D: Avrà visto che alcune settimane fa la serie B ha approvato il progetto del “salary cap”. Anche voi come Lega Pro siete su questa stessa direttrice o qual è la “ricetta” della Lega Pro per contenere la voce costo del lavoro, che, fatte le debite distinzioni, è sempre molto elevata?
R: E’ il budget, definito all’inizio del campionato, verificato trimestralmente. Chi lo sforerà è obbligato al ripiano entro un mese, altrimenti la Lega blocca i contributi ai club e interviene direttamente nei pagamenti (non si è mai operato cosi drasticamente). In questo modo si rispettano le regole e contemporaneamente si assicura una competizione tecnico/sportiva regolarissima tra tutti i club. Il club che non avrà provveduto a ripianare vedrà la sua fideiussione aumentare per l’iscrizione al campionato successivo. Chi non avrà ripianato direttamente, altresì, dal prossimo campionato 2014/15 avrà punti di penalizzazione. Questo sistema menzionato ha bisogno di essere sperimentato e lo faremo nel campionato 2013/14 (in riferimento alle penalizzazioni di punti). Il club che non assicura il budget in linea, cioè ha sforato, nel momento in cui dovesse presentare contratti inerenti l’ingaggio di calciatori, gli stessi non sarebbero avvallati dalla Lega e quindi non sarebbero efficaci. Questa misura e’ una rivoluzione rispetto ad oggi e consente di non avvantaggiare i furbi e permetterà una competizione tecnico/ sportiva alla pari. Queste misure riteniamo siano efficaci al massimo e logicamente pensiamo più efficaci di altre.
D): A livello commerciale come si sta muovendo la Lega Pro, per esempio sul tema del title-sponsor del campionato, “pallino” da diversi anni del presidente Mario Macalli?
R): Avvertiamo un grande interesse delle aziende nei nostri confronti, specialmente sul nostro brand (territorio, siamo la Lega della storia dei Comuni d’Italia; valori, siamo la Lega in Italia e nel mondo della lotta alle bande criminali, siamo la Lega della solidarietà ecc; innovazione, siamo la Lega della Riforma e la Lega attenta ad introdurre tutte le innovazioni utili; giovani, siamo la Lega che vuole il suo campionato caratterizzato sempre più dall’impiego dei giovani). Riusciremo a trasformare ciò in una partnership con un’ azienda di primaria importanza nazionale? Credo di sì, in quale tempistica? Non a lungo termine. Ci fermeremo a questo? No, abbiamo in corso trattative per più aziende. Certo che molto è condizionato dalla crisi e fin quando non si apporrà la firma…è bene lavorare.
D: Siete state una delle leghe più attive sul tema della lotta di contrasto al match fixing. Come è andata quest’anno, grazie anche al supporto di SportRadar, e soprattutto: ritiene che questa piaga sia per il momento “debellata” dal calcio tricolore?
R): Buona la risposta, in particolare per il fatto che i calciatori denunciano i fatti di cui vengono a conoscenza. Questo è il vero fatto nuovo. Per il resto, non dobbiamo cullarci sui dati certamente positivi. Le bande criminali lavorano, cambiano continuamente le loro aree di interesse e i metodi che usano e noi dobbiamo stare all’erta e di conseguenza agire. Ora, per esempio, lavorano sulle partite amichevoli. E’ un terreno molto difficoltoso da contrastare. In definitiva questa partita non è chiusa e l’attacco non e’ debellato e forse non lo sarà per tanto tempo. Questa coscienza della precarietà dei risultati raggiunti noi l’abbiamo e quindi non molleremo e non si attenuerà la nostra attenzione.
D: Qual è il progetto più importante che lancerete nella prossima stagione come Lega Pro?
R: E’ il Piano Industriale, cioè i progetti che facciano acquisire risorse ai nostri club e dia loro la consapevolezza che la nostra forza e’ “FARE SISTEMA” e lavorare per trovare le alternative agli attuali finanziamenti (i contributi federali rivenienti dalla filiera Bilancio statuale-Coni-FIGC -Lega Pro per i club che impiegano giovani e le risorse rivenienti dalla ex legge Melandri) che sono destinati a contrarsi per tanti motivi. Noi dobbiamo andare senza titubanze in questa direzione, certo assicurando che non si sbagli, ma evitando “go and stop”, altrimenti il negativo sarebbe una nostra responsabilità.
Parla di tutto, a getto, sulla Lega Pro, di cui è direttore generale, Francesco Ghirelli (nella foto), nell’intervista in esame, dove abbiamo cercato di analizzare il presente/futuro della terza lega professionistica del calcio italiano.

