Il caso del prelievo forzoso delle banche di Cipro merita una seria riflessione
Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell’articolo Cyprus’s Silver Lining di Patrick J. Buchanan, opinionista e commentatore politico, ex candidato alla presidenza statunitense nel 1992, 1996 e 2000, fondatore della rivista The American Conservative. (Traduzione di Luca Fusari)
«Il governo ruba». Il vecchio grido di battaglia libertario mi è tornato in mente quando due settimane fa sono apparse le prime notizie che Cipro stava per confiscare il 7% di tutti i depositi assicurati di due delle sue più grandi banche presenti sull’isola. Nicosia aveva anche previsto di dirottare il 10% dei depositi non assicurati, quelli superiori a 100 mila euro (circa 130 mila dollari), e usare quel denaro per finanziare la quota cipriota del piano di salvataggio dell’eurozona.
La reazione è stata così bollente che il governo ha dovuto rallentare le sue scorrerie sui depositi assicurati. Il popolino di Cipro è stato risparmiato. Non così i grandi depositanti, tra i quali gli imprenditori ciprioti e migliaia di russi. La loro “tosatura” al 10% è ormai diventata una amputazione.
I grandi depositanti nelle banche di Cipro hanno subito una confisca del 60% del loro capitale sociale. Per Laika Bank, il secondo istituto di credito dell’isola, è stata una eutanasia; i depositanti hanno affrontato grandi perdite fino all’80%. Tutti gli obbligazionisti di Laika saranno spazzati via e tutti i dipendenti saranno licenziati. Quando le banche cipriote hanno riaperto il 28 marzo, il controllo sui capitali era stato imposto a soli 300 euro al giorno da poter ritirare presso gli sportelli. La gente che decide di lasciare Cipro può invece prendere con sé solo 1.000 euro.
Che cosa questa crisi ha a che fare con noi? Più di quanto si possa immaginare. La scorsa settimana, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dei ministri delle finanze dell’eurozona, ha tirato fuori il gatto dal sacco. Il bail-in attraverso i grandi depositanti e obbligazionisti, i quali saranno costretti a prender parte massicciamente al salvataggio cipriota, può servire da modello per i futuri salvataggi.
Secondo Dijsselbloem (nella foto a sinistra), il denaro depositato a Cipro era riciclato o occultato al fisco, o una scommessa per un più alto tasso di rendimento. E quando le scommesse vanno male, il governo non ha l’obbligo di restituire ai giocatori di nuovo tutta la somma iniziale.
La precedente politica dell’eurozona di protezione degli obbligazionisti principali e dei depositanti non assicurati è finita, ha dichiarato il conservatore olandese. Se il denaro deve provenire dal Nord Europa per salvare il Club Med, gli obbligazionisti delle banche e i grandi depositanti del Club Med dovranno mettere in atto un bail-in.
Tradotto significa che i risparmi non assicurati presenti in Spagna, Italia e Slovenia potrebbero essere requisiti e gli obbligazionisti liquidati al fine di salvare le loro banche in difficoltà. Per Malta, Lussemburgo, Lettonia e gli altri centri bancari, si tratta di un avviso a caratteri cubitali sul muro: quel che è successo a Cipro potrebbe succedere anche da voi. Le osservazioni di Dijsselbloem sono state così shockanti che a fine giornata sono state ritrattate, dichiarando che Cipro non era un modello, ma un «caso specifico» con circostanze uniche.
Ma non sono state abbastanza celermente rigettate. Infatti, come la banca Barclay’s ha osservato, «la decisione di salvataggio interno col debito bancario maturato e i grandi depositanti probabilmente avrebbe un impatto sui prezzi azionari e sugli strumenti diretti di tali banche dell’area euro, venendo percepite come più deboli». Barclay’s stava dicendo che gli obbligazionisti e i depositanti in grandi banche di altri paesi dell’eurozona in difficoltà, potrebbero rivedere dove hanno nascosto il loro denaro se i loro beni possono essere oggetto di confisca improvvisa.
La classe facoltosa può decidere, a seguito del “massacro” di Cipro, che la sicurezza del loro capitale è preferibile rispetto a un tasso di rendimento più elevato in un istituto rischioso. Quando i controlli sui capitali sono stati innalzati a Cipro, per quale ragione un depositante caduto in tale inferno, dovrebbe rischiare di lasciare un deposito importante in una banca cipriota? I giorni di Nicosia come centro bancario, dove i depositi bancari totali hanno superato sette volte il suo prodotto interno lordo, sono finiti.
E di fronte a una forte contrazione della loro economia, cosa faranno ora i ciprioti?. L’effetto sta attraversando tutta l’Europa e sarà probabilmente una svendita graduale di obbligazioni di banche italiane e spagnole e di trasferimenti di denaro da queste verso banche statunitensi ed europee, dove i tassi di interesse offerti possono essere inferiori ma più sicuri.

Non si tratta però di uno sviluppo insano. Se i contribuenti del Nord Europa devono salvare le banche mal gestite del Club Med, perché gli obbligazionisti bancari non dovrebbero essere spazzati via proprio come lo furono alla Lehman Brothers? E non dovrebbero i depositanti non assicurati, i quali hanno riempito di soldi queste banche per ottenere maggiori tassi di rendimento, evadere le tasse o riciclare il loro denaro sporco, scottarsi per bene?.
Dall’Asia all’Europa, le persone si preoccupano della sicurezza dei loro soldi a Cipro, molti sicuramente stanno dicendo: «Ecco, ma per la grazia di Dio, io vado!». E’ probabile sentire delle grida angosciate russe, inglesi e di depositanti ciprioti, che non hanno ottenuto alcun preavviso e non sono riusciti a uscire in tempo, un brusco risveglio. Se questo convince i depositanti a cercare una maggior sicurezza per il loro reddito, pensioni e risparmi, trasferendo i loro fondi dalle banche a rischio in istituzioni più solide, è forse una brutta cosa?. Se ‘The Gods of the Copybook Headings’ di Kipling sono arrivati a Cipro a marzo con la loro terribile spada, tornando alla carica, non è questo meglio che avere dei contribuenti occidentali che garantiscano per sempre i depositi e degli investimenti a dei ricchi ed inetti? Forse i depositanti russi spazzati via dal ‘massacro cipriota’ potrebbero non essere ‘morti’ invano.
Pubblichiamo una interessante analisi/intervista del portale d’informazione “L’Indipendenza” sul tema del prelievo forzoso dai conti dei risparmiatori posta in atto dalla Bank of Cyprus negli ultimi giorni. Di seguito il testo integrale dell’intervista.

