L’editoriale di Formiche sul direttorio di Napolitano
I nomi indicati dal Colle infatti sono da un lato tecnici autorevolissimi (Onida, Pitruzzella, Rossi e Giovannini) e dall’altro sono esponenti politici (Violante e Bubbico per il Pd, Quagliariello e Giorgetti per il Pdl e Lega, Mauro e Moavero per Scelta Civica).Bene, a guardare i nomi dei saggi indicati dai partiti si fa subito da conto: si è riformata una strana maggioranza. Centrodestra, centrosinistra e centro ancora insieme, per scrivere le riforme e, dopo (chissà) formare un governo.A questo gioco di Napolitano non partecipa invece Beppe Grillo che, con il suo Movimento 5 Stelle non ha indicato nessun nome (gli è stato chiesto??). Per il momento quindi nel partito dell’ex comico genovese prevale l’idea delle mani libere. Se le riforme si faranno, i grillini potranno rivendicare di esserne stati il motore. Se non si faranno, potranno chiamarsi fuori dal fallimento. Pd, Pdl e Scelta Civica – che pure non hanno voluto fare un governo ‘ufficialmente’ insieme – ora dovranno trovare una quadra. Napolitano lo chiede e, soprattutto, è riusciti ad incastrarli. fonte: www.formiche.net

