Mauro (Scelta Civica): Nel nostro Paese si continua a vivere come a Gaza…

…Bisogna parlare di programmi per trovare la soluzione a questo stallo. In questo momento vanno ricercati i punti di convergenza. Le dimissioni di Napolitano sono la cosa meno auspicabile”. Oggi, però, il presidente della Repubblica deciderà se dar vita a un “governo del presidente” (magari per attuare quella riforma elettorale che a più voci si richiede da tempo affidandosi a una personalità terza lontana da logiche partitiche) o se dimettersi, mettendo in moto la possibilità di andare a nuove elezioni (il “settennato” scade il prossimo 15 maggio). Una ipotesi drammatica, ma anche una minaccia (forse) alle forze politiche incapaci di comunicare, bloccate dai veti incrociati.  

La crisi nel vicolo cieco dopo le nuove consultazioni e il fallimento definitivo di Bersani. Il Presidente: “Io sono in scadenza, il nuovo governo lo trovi il mio successore”. E medita di anticipare l’addio al Colle, previsto a metà maggio, per accelerare i tempi. I partiti fermi fino all’ultimo nelle loro trincee. Berlusconi, Maroni e Monti per il governissimo, respinto dal Pd. I 5Stelle disponibili invece a un esecutivo extra-partitico, ma non sono stati capaci di proporre alcun Premier, si legge sul “Fatto Quotidiano”. 

Mario Mauro (parlamentare di Scelta Civica – nella foto): “Bisogna raccontare la verità agli italiani. Nel nostro Paese si continua a vivere come a Gaza, ai principali partiti conviene più fare la guerra che fare la pace…

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Marcel Vulpis

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