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Marketing – Milan e l’impennata dei ricavi commerciali

Marcel Vulpis, il Milan come annunciato da Galliani è in “pareggio di bilancio”.

“Sotto il profilo economico c’è stata un’attenta analisi di ristrutturazione di Galliani sui costi. L’ad è tornato  a investire sui giovani come molti anni fa e diciamo che la crisi ha modificato l’approccio gestionale di molti club. Il Milan ora ha davanti 3 ventenni come Niang, Balotelli ed El Shaarawy, che sono il futuro. E le prospettive per agosto sono quelle di rafforzarsi”.

Ciò che sorprende è come i successi di bilancio stiano coincidendo con quelli sportivi così velocemente

“Molti senatori sono stati “rottamati” o comunque hanno fatto scelte sportive differenti. Ma non si poteva pensare di continuare con over 35. L’individuazione di giovani talenti e il mantenimento di un allenatore come Allegri, che può costituire il futuro del Milan è stata importante”.

Andando nello specifico, cosa ha portato all’impennata dei ricavi?

“Ci sarà un potenziamento dei ricavi commerciali, perché oltre due anni fa è entrato un partner come Infront che ha rivisitato la strategia commerciale di questo club, identificandone una chiamata: “Less is more”. Faccio un esempio: mentre la maggioranza dei club, se vai a vedere la cartellonistica, dà un effetto marmellata dal punto di vista visivo quella del Milan ha una cornice diversa, che è mutuata dalla Champions League. Questa efficacia espositiva dei marchi in ambito commerciale ha consentito al Milan di fare segno più e in cifra doppia. Ciò permetterà di investire sul calciomercato”.

Come vogliamo definire questa filosofia?

“La filosofia del Milan è l’unica sostenibile, in attesa degli stadi di proprietà. Se si vuole potenziare  i ricavi serve far esplodere la leva del marketing, quindi serve una strategia integrata. Quindi uno staff di marketing efficace. Penso, per fare un esempio, all’abbinamento dell’immagine di uno o più calciatori in campagne pubblicitarie, ossia il co-marketing. Oggi un partner commerciale se deve scegliere fra i top club sceglie il Milan perché trova uno staff marketing eccellente”.

Non bastano i diritti televisivi, insomma

“Esatto. Il Milan, così, ha battuto nuove strade, ha voluto portare l’hospitality allo stadio, dove l’ospite viene coccolato. Il Milan cerca di replicare il modello inglese, intrattenendo nei post-partita gli ospiti a San Siro, facendogli vivere lo stadio prima e dopo la partita.  Il Milan ti fa arrivare prima dalla partita invitandoti col servizio catering. Queste attività fanno sì che lo sponsor sia contento perché non ha solo il cartellone pubblicitario. Il bilancio è in crescita perché c’è una strategia a monte”.

Ci fosse anche uno stadio di proprietà?

“Possiamo fare il paragone con la Juve, che in ciò è facilitata. San Siro pur non essendo di proprietà ha delle caratteristiche tali che generano ricavi importanti. Per questo dico che se il Milan avesse uno stadio nuovo farebbe il doppio dei ricavi della Juventus. Sono certo al 100% che a parità di capienza il Milan farebbe di più della Juve il cui modello è fondato sulla volontà della Exor, che è la cassaforte finanziaria di famiglia, di andare a ricapitalizzare in caso di perdita di bilancio. Filosofia che al Milan è diversa in quanto per risparmiare i parametri del fair play finanziario spende solo attraverso i ricavi”.

Un Milan convincente non solo sul rettangolo verde ma anche nei conti. Come dichiarato dall’ad Adriano Galliani il bilancio ormai è in pari e ci saranno ulteriori tagli. Col direttore si Sporteconomy Marcel Vulpis ne ha parlato in esclusiva MilanNews.it.

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