Serie A - Serie B

Sport&Affari – La plusvalenza di Giovinco non serve ai conti del Parma

Dopo aver pubblicato i commenti di Luca Marotta e Riccardo Schiroli sul bilancio al 30.06.2012 del Parma Calcio, stadiotardini.it ha chiesto un intervento al direttore dell’agenzia Sporteconomy ed economista specializzato in tematiche di sport-business Marcel Vulpis che qualche mese fa, attraverso il nostro quotidiano on line aveva suggerito di non fossilizzarsi solo sulle plusvalenze, ma di trovare altre forme di sostentamento

Marcel-Vulpis-e1320850153451(Marcel Vulpis) – La plusvalenza di Sebastian Giovinco (per oltre 17 milioni di euro), che non impatta positivamente sul giro d’affari del Parma calcio, visto che il club “ducale” ha registrato nell’ultimo bilancio un segno meno, conferma quanto già da me dichiarato in un’altra intervista al portaleStadioTardini: le società di calcio non possono essere “ostaggio” delle plusvalenze. Questa voce quando esiste con il segno “+” deve essere il fiore all’occhiello di una gestione oculata, ma le società devono generare profitti a prescindere dalla cessione di calciatori ad altri club.

marcel_vulpis11Il Parma è un bellissimo club della provincia italiana, sta portando avanti una serie di importanti modifiche, sia sul fronte dello sviluppo del merchandising (grazie anche alla nascita di un maxi store esterno per attrarre tifosi e turisti, questi ultimi soprattutto nei no match days), sia a livello di ospitalità all’interno dello stadio (gli skybox sono veramente confortevoli e innovativi), ma è chiaro che la dimensione territoriale non aiuta una esplosione dei ricavi. Ci potrà essere una crescita dei ricavi commerciali, ma è difficile che il fatturato del club gialloblù possa esplodere nel giro di pochi anni. Ci vorrà, anche nelle prossime stagioni, un attento monitoring delle voci di costo e lo sviluppo del vivaio per creare in casa i campioni del domani, visto che i top players difficilmente possono essere attratti da una piazza sportiva come Parma. 

vulpis parma brandMarketing, ospitalità, merchandising, eventi speciali, uno stadio capace di vivere anche nei giorni “feriali” possono essere i fattori strategici del nuovo Parma calcio. Su questo si dovrà concentrare il presidente Ghirardi, che, magari, deve puntare sempre più ad internazionalizzare il brand (con tournée all’estero, alleanze strategiche in Europa, apertura discuole calcio nei Paesi in via di sviluppo). Nel contempo, forse è arrivato il tempo di aprire l’azionariato del club a nuovi investitori: non solo strutture o soggetti in grado di portare denaro, ma anche manager che possano, con il loro know-how, migliorare gli aspetti gestionali della società. Quest’apertura all’estero purtroppo tocca a tutti i club italiani: è inevitabile, perché il problema vero delle squadre di serie A è la “liquidità finanziaria”.

Servono nuovi progetti e nuovi investitori capaci di iniettare denaro, risorse fresche nel sistema. Altrimenti rischiamo da un lato una decadenza inarrestabile, dall’altro un calo di competitività a tutti i livelli.

(di Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia Sporteconomy ed economista specializzato in tematiche di sport-business)

 

La plusvalenza di Sebastian Giovinco (in forza attualmente alla Juventus F.c.) non ha generato gli effetti positivi (in termini di bilancio), che si attendeva il management del Parma F.c.. Ne ha parlato Marcel Vulpis sul portale ducale www.stadiotardini.it, dove il direttore Gabriele Majo ha messo a confronto anche una serie di riflessioni sempre sui conti del club gialloblù. 

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