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La semestrale della Juventus: tracciata la linea di gestione

Allontaniamoci per un attimo dal calcio giocato, per occuparci, come spesso facciamo, della situazione finanziaria della società che abbiamo a cuore. Il 28 febbraio è stata pubblicata la semestrale di bilancio al 31/12/2012, che è stata tecnicamente illustrata con la solita maestria dal mio amico Luca Marotta in questo articolo. Come ormai molti di voi sanno, la Juventus chiude il bilancio al 30 giugno, diversamente dalla maggior parte delle società; questo serve per ottimizzare ed allineare i proventi della stagionalità tipica delle squadre di calcio. 

Quello che mi interessa commentare in questo articolo, al di là dei freddi numeri, è il significato prospettico degli stessi, nonché approfondire alcune specifiche circostanze che emergono dalla lettura del documento redatto ed approvato dal Cda bianconero.

I ricavi – La prima voce da commentare è sicuramente quella dei ricavi. Pur considerando gli aspetti della stagionalità, è evidente che la crescita esponenziale di questa voce è il frutto del lavoro di questi anni. Praticamente nel primo semestre 12/13 la Juventus ha incassato quasi 150 mln, poco meno dell’intero esercizio 10/11, il primo di Andrea Agnelli, ancora completamente in balia dei disastri della gestione Blanc, allorché furono incassati in tutto 172 mln. In questi freddi numeri c’è tutto il lavoro di questi 30 mesi. Oltre all’incremento generato dalla partecipazione alla Champions League, possiamo notare ancora l’ottimo andamento della voce Stadio, grazie all’entrata a regime definitiva del nuovo impianto, e anche alla voce Sponsorizzazioni, che negli anni bui avevano intrapreso una china molto preoccupante e segnalavano impietosamente l’appannamento del marchio causato dalla scarsa competitività della squadra, in campo e fuori dal campo. Andando ad analizzare nel dettaglio i dati si può notare che la massima competizione europea ha generato 43,5 mln di diritti televisivi e 3,5 mln per incassi al botteghino delle tre partite interne della prima fase. Il dato sui diritti TV UEFA beneficia, peraltro, della quota maggiore di “market pool”, in quanto quest’anno sono solo due le squadre italiane in Champions, dopo l’eliminazione dell’Udinese ai preliminari. Sempre tra i ricavi è senza dubbio interessante segnalare l’entità degli incassi complessivi da gare, pari a 19,6 mln (causato come abbiamo detto dall’incremento del numero di partite disputato in casa nel semestre), ma è più significativo ancora, a mio parere, il dato degli incassi delle attività collaterali (Juventus Museum, Stadium Tour, Accendi Una Stella, affitto sale business, etc) che ammontano complessivamente ad oltre 4 mln. In pratica con i soldi delle attività collaterali la società riesce a pagare gli stipendi di tutti i 122 dipendenti della Sede. Questo fa capire bene l’importanza del valore del “brand”. I ricavi delle attività collaterali infatti, al pari del merchandising, sono direttamente correlate alla percezione di esclusività e di successo del marchio Juventus, che a loro volta sono direttamente correlate alle vittorie sportive. Nebuloso invece il quadro per quanto riguarda il merchandising. Come molti sanno la Juventus ha un accordo commerciale con NIKE, che tra poco dovrà anche essere ridiscusso, ed è difficile capire quanto davvero si incassi dagli Juventus Store. La mia sensazione è che quello sia uno dei punti dolenti, a causa innanzitutto della difficile congiuntura economica, ma anche per la piaga della contraffazione, da sempre molto presente in Italia. Ed è un peccato, se si guarda all’estero, dove le big europee sfruttano la vendita di magliette e gadgets in maniera molto più efficace, fino a portare in bilancio, in alcuni casi, cifre addirittura sorprendenti.

I costi – Mentre l’incremento dei ricavi è stato poderoso, quello dei costi invece lo definirei tendenzialmente fisiologico ed è di circa il 10%. Esso è distribuito in modo uniforme sulle varie voci di bilancio, a dimostrazione che la crescita operativa della società è avvenuta in tutti i settori, in modo omogeneo. Interessante notare che la Juventus negli ultimi 12 mesi ha assunto ben 10 persone nell’ambito del personale non tesserato, che è un bel contributo di ottimismo in un momento difficile per l’economia italiana. Non voglio fare in questa sede un trattato di economia, ma è evidente che, probabilmente, nuove opportunità professionali per i giovani in Italia vanno cercate appunto nei servizi di entertainment, nel turismo e nei servizi alla persona. La Juventus da questo punto di vista credo sia un esempio da seguire. E gli investimenti che sta effettuando ne sono la testimonianza evidente. Ma di questo parlo più avanti.

La situazione patrimoniale – La società ha un bilancio degno di una società quotata. Gli attivi patrimoniali sono solidi e comprendono una buona base di investimenti immobiliari, il cui importo è attualmente addirittura superiore a quello dei calciatori, nonostante i cospicui, e in alcuni casi discutibili, investimenti di Marotta dell’ultimo triennio. Dal punto di vista finanziario l’indebitamento, seppure cresciuto in questi anni per effetto dei tiraggi per le varie iniziative immobiliari, è assolutamente sostenibile, e dovrebbe cominciare fisiologicamente a calare a partire dal prossimo esercizio. Il rapporto tra indebitamento finanziario e ricavi prospettici al 30 giugno, che io stimo intorno ai 270 mln salvo sorprese positive dalla Champions, è inferiore al 60% e temporalmente distribuito uniformemente. Anche i circuiti rivenienti dall’attività operativa, i crediti e i debiti commerciali e riferibili alla gestione calciatori, sono su livelli di assoluta tranquillità. In quest’ottica, se la società dovesse nei prossimi anni confermare l’attuale positiva dinamica dei ricavi, ci dovrebbe essere un discreto margine di manovra per investimenti anche nella gestione calciatori. Margine che si amplierebbe qualora la squadra dovesse andare oltre le aspettative nella massima competizione continentale. Si consideri a tal fine che gli ammortamenti e le svalutazioni relativi alla gestione del parco giocatori sono rimasti sostanzialmente invariati, a fronte di un forte miglioramento dei ricavi. Dal punto di vista patrimoniale, dopo il “sofferto” aumento di capitale dello scorso anno, la società appare adeguatamente capitalizzata. Per quanto riguarda i parametri del Fair Play Finanziario sono tutti ampiamente rispettati. Sul punto specifico, per chi volesse ulteriormente approfondire, consiglio nuovamente l’ottimo articolodi Luca Marotta. 

Evoluzione della gestione – Contrariamente a quanto esposto nella semestrale di bilancio, ritengo che la società possa chiudere tendenzialmente in pareggio, se non addirittura con un piccolo utile. E questo a prescindere da quanto può accadere in Champions dai quarti in poi. E’ comprensibile tuttavia che gli amministratori nel redigere il documento abbiano applicato alla lettera il principio di prudenza. Vedremo nel secondo semestre come evolverà la situazione, ma ritengo ragionevole che la società quest’anno possa toccare un nuovo massimo storico in termini di fatturato, intorno ai 270 milioni circa, superando finalmente i livelli pre-Calciopoli. Ovviamente questo è un livello che comprende la sola qualificazione ai quarti di Champions. Se si va avanti ancora, come tutti ci auguriamo, i numeri sarebbero da ritoccare al rialzo.Una interessante analisi del consulente di Borsa Salvatore Cozzolino riguardo alla semestrale della Juventus f.c. (www.ju29ro.com). 

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Marcel Vulpis

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