Olimpiadi – L’impatto da 5 miliardi di euro dell’ecosistema Milano-Cortina 2026.
Dalle infrastrutture alla rivoluzione digitale, l’Italia certifica una crescita economica e sociale di portata globale
(di Ciro Carta) – L’accensione del braciere olimpico allo stadio San Siro, il prossimo 6 febbraio, renderà l’Italia polo di attrazione del ghiaccio mondiale. Si tratta della terza olimpiade organizzata dal nostro Paese, la quale avrà un effetto economico superiore ai 5 miliardi di euro, distribuiti in questo modo:
- 1,1 miliardi derivanti dalle spese di spettatori, staff e operatori;
- 1,2 miliardi scaturiti dai movimenti turistici sul territorio (Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige);
- 3 miliardi ricavati dagli ammodernamenti strutturali e nei trasporti.
Le ricadute finanziarie accertate dell’intera manifestazione non sono ancora quantificabili, perché molte variabili subentreranno durante lo svolgimento delle gare, ma è già possibile tracciare un importante bilancio relativamente alle diverse aree che ruotano attorno alla rassegna sportiva invernale.
L’asse Lombardia-Veneto: il piano di modernizzazione da 3,4 miliardi
Tra i parametri economici che impattano sulle entrate e sugli incassi olimpici, le spese dei visitatori non dipendono solo dal ticketing delle prove sportive, ma sono l’esito di azioni di merchandising, ristorazione, eventi culturali, strutture ricettive e flussi turistici nelle località che ospiteranno la manifestazione, a cui andranno aggiunti i ricavi delle sponsorizzazioni.
Sotto l’aspetto infrastrutturale, è stato portato avanti un progetto di modernizzazione delle reti ferroviarie e stradali che garantisca effetti a lungo termine per i cittadini, le imprese e il comparto turistico, generando così l’aumento di posti di lavoro e una notevole visibilità per il territorio.
I finanziamenti pubblici per Milano-Cortina sono stati stanziati attraverso un Piano delle Opere, approvato dal Consiglio dei Ministri, che si è attestato sui 3,4 miliardi di euro, secondo i dati della società di infrastrutture SIMiCo di gennaio 2026. Un’operazione, questa, legata a 94 interventi di rinnovamento di infrastrutture ed edifici (44 relativi agli impianti sportivi e 50 alle infrastrutture di trasporto).
Circa il 70% di questi fondi è stato impiegato in mobilità e viabilità, concentrandosi in particolare su:
- Consolidamento della SS51, nuovi percorsi per la rete stradale e rimodernamenti ferroviari tra Lombardia e Veneto;
- Adeguamenti come il Villaggio Olimpico di Porta Romana, designato a diventare uno studentato;
- 15% delle risorse disponibili destinato agli stabilimenti sportivi, privilegiando il ripristino delle strutture esistenti.
Sul fronte occupazionale e filiere produttive si registra un ulteriore progresso che impatta sul PIL della manifestazione, dal momento che l’incremento della spesa pubblica e privata incide sulla crescita della domanda interna. Nella fattispecie, saranno 36mila le nuove opportunità d’impiego che riguardano soprattutto i settori dell’edilizia, dei trasporti, del turismo e dei servizi.
Analizzando più in profondità l’ambito finanziario, emerge come il budget complessivo della Fondazione Milano Cortina, utile all’organizzazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi, sia di 1,4 miliardi di euro, di cui 400.000 euro finanziati dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) attraverso il Broadcast Refund Agreement.
La ripartizione dei costi nella Provincia di Bolzano: 631 milioni distribuiti tra asset logistici e strutture sportive
Un contributo significativo viene garantito anche dalla Provincia autonoma di Bolzano; essa, infatti, investe 171 milioni di euro in infrastrutture, mentre lo Stato finanzia 460 milioni di euro in Alto Adige. Tra questi, vanno segnalati i progetti per gli asset logistici, per i quali la sovvenzione della Provincia è di 143,82 milioni di euro, mentre lo Stato ne stanzia 91,33. Rientrano in questo importo anche le opere per l’impianto sportivo di Anterselva, distribuite tra Stato e Provincia per un valore di 58,5 milioni. Pertanto, per la ristrutturazione della Casa di Cultura situata nel medesimo comune di Rasun-Anterselva, vengono elargiti 3 milioni di euro dai fondi statali, mentre la Provincia versa 1,5 milioni.
Di grande impatto è il programma di mobilità della variante della Val Riga, sul tracciato ferroviario della Val Pusteria per agevolare la viabilità dalla strada alla rete ferroviaria, per il quale lo Stato versa un importo totale di 250 milioni di euro, attingendo però dai fondi PNRR. Occorre ricordare, inoltre, che proprio grazie alle Olimpiadi sono stati messi in pratica due progetti volti alla sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, con l’interramento delle linee ad alta tensione in Val Pusteria, favoriti dall’investimento di 90 milioni di euro da parte del gestore nazionale della rete elettrica Terna.
Deficit, rincari e criticità finanziarie per il post Olimpiade
Vanno considerati, tuttavia, anche quelli che sono i rischi alla luce di tutti questi investimenti. La Fondazione olimpica, ad esempio, ha registrato deficit patrimoniali che esigono garanzie statali (si parla di circa 120 milioni di euro). In secondo luogo, la manutenzione di alcuni impianti specifici – come le piste da bob – potrebbe richiedere costi di gestione post-evento che ricadrebbero direttamente sulle amministrazioni locali. Non vanno trascurati i rincari dei materiali, i quali hanno ulteriormente appesantito il budget iniziale per un valore di 5,7 miliardi di euro.
Per favorire un successo duraturo, è auspicabile che le strutture temporanee vengano convertite in asset produttivi, senza incorrere nel rischio che l’eredità olimpica si trasformi in un debito strutturale per le future generazioni.

La frontiera digitale e tecnologica di Deloitte al servizio dei Giochi
L’edizione di quest’anno avrà un’importante novità, ovvero la partecipazione di Deloitte (una delle quattro società di consulenza e revisione del mercato globale) come Worldwide Technology Integration Partner, che fornirà un ventaglio di applicazioni critiche per i Giochi e servizi di integrazione tecnologica end-to-end. Ciò è emerso in occasione della Deloitte Experience tenutasi al Technology Operations Centre (TOC), di fronte alla Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry; il TOC viene considerato come una “sala macchine digitale” che monitora costantemente tutto quello che avviene nel backstage: risultati visibili agli spettatori negli stadi, trasmissioni televisive mondiali, accreditamento degli atleti.
Durante la visita, la Presidente del Comitato Olimpico ha assistito a procedure di “gamification” che consentiranno ai visitatori di comprendere al meglio l’ecosistema tecnologico di Deloitte e la sua influenza sugli eventi olimpici.
Dalle indicazioni presenti nel Dossier di Candidatura e considerati i dati concreti definiti alla vigilia dell’inaugurazione, emerge uno scenario, in parte, ottimistico tra efficienza e complessità finanziaria. Oltre a configurarsi come evento sportivo imponente, Milano-Cortina 2026 rappresenta un piano di rigenerazione territoriale che ha cercato di soddisfare le premesse iniziali, ovvero un’edizione che riuscisse a coniugare innovazione e sostenibilità ambientale. Significativo, infatti, è il dato sul rispetto della gerarchia delle opere, in quanto l’85% dei fondi destinati agli impianti è stato assorbito dal recupero dell’esistente, in modo tale da evitare la proliferazione di nuove strutture superflue. In definitiva, il nostro Paese è riuscito a realizzare un’infrastruttura solida e moderna, ma per valutare l’impatto della legacy olimpica, bisognerà aspettare che si spengano definitivamente i riflettori, quando sapremo se le opere continueranno a generare valore per i cittadini.

