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Nel pre-gara di Milan Sassuolo interviene l’AD Giorgio Furlani (Milan) ai microfoni di Sky Sport

L’amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel prepartita di Milan-Sassuolo.

Decreto crescita

Ho vissuto male questa decisione; è una decisione triste per il calcio italiano, ci rende più poveri, meno competitivi e ci indebolisce. Il calcio italiano purtroppo non è visto come un settore dell’economia, dovrebbe esserlo. Siamo stati leader per decenni, non lo siamo ora in Europa ma abbiamo le potenzialità. Purtroppo ci troviamo di fronte a una serie di leggi e regolamentazioni che non ci aiutano e ci impediscono di tornare a essere leader europei e mondiali. Brutta decisione per noi, ringrazio il Ministro Andrea Abodi, lui sì che capisce il mondo del calcio e ha provato a spingere per avere un tavolo a cui discutere più ampiamente queste difficoltà che abbiamo di essere percepiti come un settore dell’economia italiana, purtroppo la decisione non è andata nel senso giusto.

Effetto immediato di questa decisione?

Non siamo solo noi ma saremo tutti, tutta la serie A; questa nuova legge in vigore dal 1° gennaio e dal 1° gennaio dovremo prenderla in considerazione, purtroppo.

Natale difficile dopo Salerno. Qual è la vostra posizione su Pioli?

Purtroppo non è andata come speravamo ma si volta pagina, c’è una partita importantissima oggi, siamo uniti e compatti, si mette sempre in discussione il mister, cosa che non mi sembra giusta; quello che dobbiamo riuscire a fare è dare al mister una rosa completa, abbiamo avuto i problemi che sappiamo, e ci stiamo lavorando.

Mercato: un difensore e un attaccante? E avete un’idea su un provvedimento che il Governo dovrebbe prendere per il calcio italiano?

Vado in ordine. Dobbiamo tenere in considerazione la nuova realtà che parte dal 1° gennaio, quindi come abbiamo detto in passato siamo pronti a cogliere le opportunità, se ci sono, mi sembra che siamo stati relativamente attivi nella finestra precedente e se ci saranno occasioni lo saremo anche in questa, però senza dubbio la realtà di dopodomani è diversa dalla realtà di ieri. Sulla seconda domanda: tutti noi dirigenti di club di serie A abbiamo parlato di una esigenza di avere una serie di regolamentazioni attorno al calcio che ci renda competitivi a livello europeo: si parla dalla possibilità per il calcio di catturare parte dei denari che vengono destinati alle scommesse, si parla di regolamentazione di contratti, si parla di andare a gestire il problema dell’impossibilità di investire nelle infrastrutture sportive. Noi abbiamo chiesto di sederci a un tavolo e guardaretout court queste cose, invece l’unica cosa che è successa è che si cambia una legge dall’oggi al domani senza neanche un periodo di adattamento, molto atipica e penalizzante.

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Redazione

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