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Fumata nera per il commissario in FIGC

(di Gianni Bondini)* – Per ora nessun Commissario al calcio, c’è tempo fino all’11 dicembre, infatti, per eleggere il successore di Carlo Tavecchio. Però, nel caso di un nulla di fatto, un vero e proprio Commissario servirà per indire e gestire nuove elezioni.

Ci dispiace dire “l’avevamo detto“, fin dall’inizio dello psicodramma seguito  all’eliminazione della Nazionale di calcio guidata da Gian Piero Ventura
dalla fase finale del Mondiale di Russia 2018 (sgambettati dalla rappresentativa muscolare della Svezia).
Alle cinque di ieri pomeriggio abbiamo  affermato “…scordatevi il commissariamento”.
Con l’amarezza che trspariva da ogni occhiata il “no al commissario” l’ha ribadito il presidento del Coni, Giovanni Malagò che dei  “satrapi” calcistici farebbe a meno. Ma le regole sono chiare.

La nomina di un commiissario a tutto campo è prevista solo per: 1. gravi situazioni amministrative. 2.. mancata funzionalità sportiva. 3. mancata funzionalità della giustizia sportiva e ovviamente se la maggioranza del Consiglio Federale fosse andato a casa per il fallimento della Nazionale. Ma ciò  non è stato. E al toto succesore di Tavecchio, Malagò ha dovuto rispondere no comment a chi gli chiedeva: “…sarà Cosimo Sibilia, il nuovo presidente?”. Fuocherello.

  • giornalista e scrittore

 

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