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Da Radio Libere a Podcast: il nuovo calendario 2026 di Giornalisti 2.0 presentato a Le Meridien Roma.

All’Hotel Le Meridien Visconti Roma l’Associazione Giornalisti 2.0 ha presentato ieri il Calendario 2026, progetto firmato da Maurizio Pizzuto con Ettore Midas e Gianni Garrucciu. Una iniziativa che ripercorre i 50 anni delle radio libere e dialoga con le esperienze di Maurizio Lozzi, Fabio Schiuma e Roberta Beta, autrice del podcast “La Maschera”.​

La presentazione del Calendario 2026 di Giornalisti 2.0 ha proposto un vero e proprio viaggio narrativo dall’epoca delle radio libere alla contemporaneità dei podcast, con l’Hotel Le Meridien Visconti Roma a fare da sfondo a un confronto tra generazioni di operatori dell’informazione e dell’intrattenimento, guidati dai testi del presidente Maurizio Pizzuto (nella foto in primo piano) realizzati in collaborazione con Ettore Midas e Gianni Garrucciu. 

La cover del calendario dell’Associazione Giornalisti 2.0

L’incontro si è svolto nelle sale del Le Meridien Visconti Roma, struttura che ha messo a disposizione spazi funzionali e ben organizzati, favorendo il confronto tra i partecipanti in un clima raccolto e operativo. Un’ospitalità curata e discreta, che ha contribuito a dare all’appuntamento il carattere di un vero momento di lavoro e di condivisione più di un semplice cerimoniale.che si è conclusa con un brindisi presso Paparazzo Bar & Rooftop

L’opera racconta come, a partire dalla nascita delle emittenti locali e dalla rottura del monopolio dell’epoca, la radio sia diventata un presidio di partecipazione popolare e di giornalismo dal basso, fino ad arrivare agli scenari odierni che intrecciano FM, streaming e contenuti on demand, mentre durante l’evento hanno portato la loro esperienza il vicepresidente Maurizio Lozzi, Fabio Schiuma – già alla guida di Radio Cuore Tricolore – e Roberta Beta, che ha illustrato il percorso creativo del suo podcast “La Maschera” come esempio di continuità e rinnovamento del linguaggio radiofonico. 

«Se oggi parliamo con naturalezza di web radio, piattaforme digitali e podcast è perché qualcuno, cinquant’anni fa, ha avuto il coraggio di aprire microfoni indipendenti: questo calendario vuole ricordare quei pionieri e, allo stesso tempo, spronare chi lavora nei media a non smettere di sperimentare, mantenendo saldi etica e rispetto del pubblico» ha concluso Pizzuto, presentando il lavoro come un segno concreto dell’impegno di Giornalisti 2.0 nel difendere e rilanciare la cultura della radio.

Il logo dell’Associazione di categoria Giornalisti 2.0
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