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Congresso FNSI, Lorusso e Giulietti: «Serve confronto con il governo per riportare al centro il lavoro»

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti sono stati riconfermati rispettivamente segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI). La rielezione è arrivata al termine dei lavori del XXVIII Congresso della Stampa italiana, che si è celebrato a Levico Terme (Tn) dal 12 al 14 febbraio 2019, e della prima riunione del rinnovato Consiglio nazionale della Fnsi.

Il segretario generale Lorusso è stato eletto, al primo scrutinio, con 243 voti su 308. Al presidente Giulietti sono andate 91 delle preferenze espresse dai 110 consiglieri nazionali presenti alla prima assemblea del nuovo mandato.

«Serve un confronto serio, aperto, anche acceso, col governo sul lavoro, purché non sia una passerella che intenda delegittimare gli interlocutori. Faremo fronte comune con le altre forze sindacali per portare al centro il lavoro nel Paese», hanno affermato Lorusso e Giulietti all’indomani del Congresso.

«Le difficoltà di questo settore – ha aggiunto Lorusso – non possono essere affrontate solo dagli attori del sistema, che certo devono fare più investimenti non solo sui prodotti, ma anche sul lavoro, visto che ormai la precarietà è diventata un tratto distintivo. Per salvare il settore, in grandissima difficoltà non solo in Italia, serve un intervento pubblico mirato, com’è stato per altri ambiti centrali. La politica e il governo devono farsi carico della questione, perché l’informazione è cruciale nella democrazia, come ha sottolineato più volte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

Anche il presidente Giulietti ha evidenziato la necessità di interventi normativi a sostegno del settore e in difesa della libertà di informazione. Puntando i riflettori sul fenomeno delle ‘querele bavaglio’, «serve – ha ribadito – una grande campagna nazionale contro tale intollerabile pratica e che vengano subito calendarizzati leggi e progetti per contrastarle. Chi promuove un’azione di questo tipo dovrebbe avere a priori la prospettiva che, se perderà, dovrà versare una cifra consistente in un fondo per i precari».

 

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Redazione

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