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All’Olimpico la Lazio “abbandonata” dai suoi tifosi.

Lo Stadio Olimpico di Roma sta vivendo una serata surreale in occasione di Lazio-Genoa (anticipo di Serie A – giornata n.23), con tribune quasi completamente vuote (si stimano non più di 3mila tagliandi di ingresso venduti). Per il match di Serie A, infatti, le presenze previste sono di poche migliaia di spettatori, una cifra estremamente bassa per un impianto da oltre 70 mila posti. Alla base della scarsa affluenza c’è la protesta della tifoseria laziale contro la società e, in particolare, contro il presidente Claudio Lotito.

I gruppi organizzati hanno annunciato la scelta di non entrare allo stadio, invitando i tifosi a disertare la partita come segnale di dissenso. Anche tra i non abbonati, la risposta al botteghino è stata minima, con pochissimi biglietti venduti. L’Olimpico sta offrendo così un colpo d’occhio inedito, con un’atmosfera fredda e silenziosa. Una situazione che rischia di pesare anche sul piano emotivo per la squadra di Maurizio Sarri, chiamata a giocare senza il consueto sostegno del proprio pubblico. Un segnale forte, che evidenzia la frattura tra tifosi e dirigenza. E nel frattempo l’immagine della curva Nord praticamente deserta ha fatto il giro del mondo, a partire dai social.

Sotto il profilo sportivo i biancocelesti hanno vinto all’ultimo secondo (3-2) contro i rossoblù: rigore di Pedro per la Lazio al 56°, raddoppio al 62° di Kenneth Taylor. Al 67° il Genoa ha accorciato le distanze con il goal di Ruslan Malinovs’kyj. Pareggio per i liguri al 75° con Vitinha, ma al 10° dell’extra time Danilo Cataldi (su rigore) ha regalato i 3 punti alla Lazio.

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Redazione

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