Nasce la Consulta Nazionale dei Responsabili Safeguarding Federali: rete permanente per rafforzare la tutela nello sport
Un organismo di confronto tra i Responsabili Safeguarding di Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva per condividere esperienze, buone pratiche e contribuire allo sviluppo della cultura della tutela nel sistema sportivo italiano.
Prende ufficialmente vita la Consulta Nazionale dei Responsabili Safeguarding Federali (nella foto in primo piano il logo), il primo organismo permanente che riunisce i Responsabili Safeguarding delle Federazioni Sportive Nazionali (FSN), delle Discipline Sportive Associate (DSA) e degli Enti di Promozione Sportiva (EPS). L’obiettivo è creare uno spazio stabile di confronto, collaborazione e approfondimento sulle tematiche della tutela dei tesserati, favorendo la condivisione delle esperienze maturate nella prima fase di attuazione della disciplina del safeguarding introdotta dalla Riforma dello Sport.
La nascita della Consulta rappresenta un passaggio significativo nel percorso di consolidamento del nuovo sistema di tutela previsto dalla riforma. L’introduzione del safeguarding ha infatti segnato un cambio di paradigma per il movimento sportivo italiano, attribuendo alla protezione della persona un ruolo centrale nell’organizzazione delle realtà sportive e promuovendo una cultura fondata sulla prevenzione, sull’ascolto e sulla gestione tempestiva delle situazioni di rischio.
L’iniziativa nasce da un’idea dell’avvocato Federica Cavalieri, Responsabile Safeguarding Federale, che ha raccolto un’esigenza condivisa da numerosi colleghi: quella di disporre di un luogo di confronto permanente tra professionisti chiamati a svolgere una funzione nuova, complessa e in continua evoluzione. La proposta ha trovato un’immediata adesione da parte dei Responsabili Safeguarding delle diverse Federazioni, Discipline Associate ed Enti di Promozione Sportiva, dando avvio a un percorso partecipato che ha portato alla costituzione della Consulta.
«L’idea della Consulta è nata dall’impegno di ogni giorno nell’affrontare tematiche nuove. Con i colleghi ci siamo resi conto che, pur operando in Federazioni diverse, affrontavamo le stesse sfide: costruire procedure, gestire segnalazioni, fare formazione e accompagnare il cambiamento culturale introdotto dalla Riforma dello Sport. Dietro ogni procedura ci sono persone, relazioni, situazioni delicate che richiedono competenza, sensibilità e confronto. Ho sentito l’esigenza di creare una rete tra chi vive quotidianamente questa responsabilità, perché sono convinta che condividere esperienze significhi migliorare la capacità di prevenire e tutelare. La Consulta nasce con questo spirito: mettere in comune ciò che abbiamo imparato sul campo per contribuire, insieme, alla crescita del sistema sportivo italiano.» – ha spiegato all’agenzia Sporteconomy, Federica Cavalieri.
L’esperienza maturata nei primi mesi di applicazione della normativa ha evidenziato come il safeguarding non possa essere ridotto a un insieme di adempimenti formali. Si tratta, invece, di un sistema articolato che comprende attività di prevenzione, formazione, ascolto, gestione delle segnalazioni e supporto alle organizzazioni sportive. Un’attività che richiede competenze multidisciplinari e un costante confronto tra chi opera quotidianamente in contesti differenti.
Dall’entrata in vigore della riforma, i Responsabili Safeguarding hanno accompagnato Federazioni, Discipline Associate ed Enti di Promozione Sportiva nella predisposizione di regolamenti, procedure e modelli organizzativi, supportando al tempo stesso associazioni e società sportive nell’attuazione degli obblighi previsti dalla normativa. Hanno inoltre gestito le prime segnalazioni, promosso iniziative formative e contribuito alla diffusione della cultura della tutela all’interno del movimento sportivo.
È proprio questo patrimonio di esperienze, costruito sul campo in una fase di profonda innovazione normativa e organizzativa, che la Consulta intende valorizzare e mettere a disposizione dell’intero sistema sportivo.
La Consulta riunisce professionisti provenienti da ambiti diversi – giuridico, psicologico, organizzativo e formativo – accomunati dall’incarico di Responsabile Safeguarding. Accanto a questo nucleo tecnico, l’organismo intende favorire il dialogo con atleti, tecnici e con le altre figure coinvolte nella vita sportiva, nella convinzione che la tutela delle persone richieda un approccio interdisciplinare e partecipato.
Tra le finalità della Consulta figurano la promozione del confronto tecnico tra i Responsabili Safeguarding, l’elaborazione di documenti e linee di approfondimento, la diffusione delle buone pratiche, l’analisi delle questioni interpretative emerse nell’applicazione della normativa e il dialogo con le istituzioni competenti, a partire dal Ministero per lo Sport e i Giovani, dal CONI e dal CIP, affinché l’evoluzione del sistema possa beneficiare anche dell’esperienza concreta di chi è chiamato quotidianamente ad applicarne i principi.
La costituzione della Consulta rappresenta un ulteriore passo nel processo di maturazione del sistema sportivo italiano. Dopo la fase di avvio della riforma, emerge infatti la necessità di mettere in rete competenze, esperienze e conoscenze affinché il patrimonio sviluppato dalle singole organizzazioni diventi una risorsa comune.
Perché l’efficacia del safeguarding non dipende esclusivamente dalle norme, ma anche dalla capacità delle persone chiamate ad applicarle di confrontarsi, condividere esperienze e costruire insieme una cultura della prevenzione sempre più solida. È con questo spirito che nasce la Consulta Nazionale dei Responsabili Safeguarding Federali: un luogo di collaborazione al servizio dell’intero movimento sportivo italiano e della tutela di tutti i suoi protagonisti.

