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Il calciomercato internazionale femminile ha segnato 28,6 milioni di dollari di investimenti globali nel 2025.

Registrato un incremento dell’83,6% per i trasferimenti e del 35% per i fatturati dei primi quindici club europei, portando il valore economico complessivo a 158 milioni di euro.

(di Ciro Carta) – L’espansione del calcio femminile professionistico è in una fase di costante progressione, soprattutto dal punto di vista economico. Il report pubblicato dalla FIFA sul “Global Transfer Market” ha evidenziato come, nel 2025, gli investimenti internazionali per il calciomercato in rosa hanno raggiunto la cifra astronomica di 28,6 milioni di dollari, il che ha rappresentato un incremento dell’83,6% rispetto al 2024.

Un dato giustificato dal coinvolgimento alla sessione di trasferimenti da parte di 756 club, di cui 135 società hanno ingaggiato calciatrici e 155 hanno beneficiato di almeno un corrispettivo dalle cessioni.

Arsenal, Chelsea e Barcellona regine della classifica europea dei ricavi

A seguito della Deloitte Football Money League, giunta alla sua 29ª edizione, è emerso come la media dei ricavi relativa ai primi quindici club più redditizi, si attesti sui 10 milioni di euro. Il fatturato di queste società ha raggiunto il valore complessivo di 158 milioni, con un aumento del 35% rispetto alla scorsa stagione, e che si allinea alla crescita riscontrata anche in altri settori.

Tale sviluppo scaturisce principalmente da due squadre che militano nella Women’s Super League inglese: l’Arsenal, saldamente al comando, con 25,6 milioni di euro, e il Chelsea con un volume d’affari di 25,4 milioni di euro. A seguire, il Barcellona, che spezza l’egemonia d’oltremanica con un fatturato di 22 milioni. Questi tre colossi, da soli, hanno accresciuto il loro valore del 250% rispetto alle altre restanti società (7 milioni) presenti in questa classifica.

La crescita dei ricavi commerciali e l’impatto economico dell’audience televisiva

I flussi d’entrata dipendono soprattutto dai ricavi commerciali che rappresentano il 72% (66% nel 2025) dei proventi per le top 15 società e che vengono alimentati dai trofei e dati statistici sul pubblico. Un dato che certifica, da un lato, l’attrattiva commerciale che esse hanno nei confronti di brand prestigiosi, dall’altro, però, il potenziale scaturito dai diritti televisivi non è stato ancora sufficientemente espresso.

L’incidenza proficua dei recenti tornei internazionali ha dimostrato come ci sia un maggiore interesse da parte dei tifosi verso il calcio femminile. Sorprendente è stato l’audit televisivo per la partita inaugurale degli Europei FIFA 2025 tra Francia e Inghilterra, con un numero di spettatori di 3,5 milioni. La finale di Champions League tra Arsenal e Barcellona, invece, ha fatto registrare 38.000 spettatori.

Recentemente, si sono disputate a Londra, le fasi finali della FIFA Women’s Champions Cup tra le squadre vincitrici delle rispettive competizioni continentali: Arsenal Women FC (Inghilterra), ASFAR (Marocco), Gotham FC (Stati Uniti), SC Corinthians (Brasile). A prendere parte al torneo, anche l’OFC Auckland United FC (Nuova Zelanda) e l’AFC Wuhan Chegu Jiangda WFC (Cina), entrambe eliminate nelle fasi preliminari.

In controtendenza rispetto a questa analisi, i ricavi derivanti dai diritti televisivi sono scesi dal 18 (1,4 milioni di euro) al 13% (1,3 milioni). Va però segnalato che la nuova intesa tra UEFA e Disney+, per un valore di 12 milioni di euro annui, consentirà la visione di 75 partite della UEFA Women’s Champions League su tutto il continente, a testimonianza della volontà di ricercare opportunità da parte delle grandi emittenti televisive e di streaming.

L’Inter unica italiana presente nella top quindici con i suoi 3 milioni di ricavi, ma il calcio italiano fatica ad imporsi

Nella classifica dei quindici top club, figura soltanto un’italiana: l’Inter, infatti, occupa l’ultima posizione, che ha usufruito di 3 milioni di ricavi nell’ultima stagione, rispetto ai 600 mila euro del 2024. Un incremento piuttosto incoraggiante ma che, tuttavia, non maschera il profondo gap con le concorrenti europee.

La presenza del club meneghino deriva da proficui accordi commerciali e non è legata, invece, ai risultati ottenuti sul campo. Restano estromesse Juventus e Roma, ovvero le due società che negli ultimi anni hanno conquistato più trofei in Italia, e che hanno un fatturato inferiore ai 3 milioni.

A fare la differenza sui bilanci dei club italiani, chiaramente, è la mancanza di introiti che scaturiscono dai diritti audiovisivi e dal pubblico al botteghino. Le prospettive di guadagno dipendono dal percorso nelle coppe europee (per le squadre che vi parteciperanno) per mezzo dei premi elargiti dalla UEFA, e dalle attività di player trading.

Verso il 2030: il quadro economico tra incremento della visibilità e gap da colmare

Lo scenario futuro del movimento si presenta molto più roseo di quanto il presente non stia dimostrando. Tale progresso, secondo il Report Nielsen Sports e PepsiCo “Undervalued to Unstoppable” (giugno 2025), sarà favorito dalla visibilità televisiva degli eventi: si punta, infatti, a superare gli 800 milioni di appassionati entro l’anno 2030. Un’espansione stimata attorno al 38% e che si fonda soprattutto sull’aspetto demografico globale: una fan base giovane, con una capacità elevata di spesa e, per la prima volta, in larga parte femminile (60%).   

A breve termine, tuttavia, occorre prima colmare quel gap commerciale che esiste tra la fidelizzazione del pubblico e la portata delle sponsorizzazioni, le quali vantano un potenziale ancora troppo basso rispetto alla media nel settore. Solo raggiungendo questo obiettivo nell’immediato sarà possibile rendere il calcio femminile uno dei primi cinque sport nel panorama mondiale.

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Redazione

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