Il nuovo stadio della S.S. Lazio è un progetto da 480 milioni di euro.
Questa mattina, martedì 17 febbraio, presso il Training Center di Formello la S.S. Lazio ha ufficialmente presentato il progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione dello storico Stadio Flaminio, consegnato, nei giorni scorsi, al Comune di Roma Capitale, con la documentazione formale per l’avvio dell’iter urbanistico. Prevede un investimento complessivo di circa 480 milioni di euro. L’operazione, finanziata interamente dal club, mira a creare un impianto moderno da 50mila posti con un diritto di superficie per 99 anni. Solo a livello di naming rights il club capitolino ritiene di poter stringere un accordo pluriennale per un valore stimato, ha sottolineato il vertice del club, non inferiore ai 3,5 milioni di euro a stagione.
Il presidente del club biancoceleste Claudio Lotito ha aperto la conferenza con un messaggio chiaro: “Non presentiamo semplicemente un progetto edilizio, ma una visione”, sottolineando come l’intervento non sia pensato soltanto come nuova casa del club biancoceleste, ma come un’opportunità per la città di Roma, la sua storia urbanistica e la possibilità di guardare al futuro con responsabilità.
Nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista Alessio De Giuseppe di DAZN e seguito anche in diretta dai rappresentanti dei media (non solo italiani) su canal YouTube, Sportitalia e Lazio Style Radio, sono intervenuti gli architetti e i professionisti che hanno lavorato al piano.
Il fulcro del progetto prevede la riconversione dell’impianto esistente in un nuovo stadio di proprietà della Lazio, con una capienza di circa 50 mila posti, interna a un complesso che combina identità storica e modernità per restituire funzionalità a un impianto costruito nel 1960 e da anni in stato di abbandono.
Il club ha sottolineato l’importanza di coniugare innovazione, rispetto per il patrimonio architettonico e sostenibilità urbana: nell’area sono previsti spazi verdi, servizi di quartiere e soluzioni urbanistiche studiate per mitigare l’impatto, con zero parcheggi interni e delocalizzazione dei servizi di sosta all’esterno dell’area.
Lotito ha ricordato che la “Lazio del futuro” si fonda su questo progetto e ha lanciato un messaggio anche ai tifosi, invitando al dialogo e a non perdere di vista l’obiettivo comune, pur riconoscendo la criticità del momento e le discussioni in corso tra la tifoseria.

Una delle spinte strategiche emerse dalla conferenza è la candidatura del Flaminio come possibile sede per i Campionati Europei del 2032, qualora il progetto ricevesse tutti i necessari pareri tecnici e istituzionali.
Il piano, la cui realizzazione richiederà tempo e successivi passaggi amministrativi, rappresenta uno snodo cruciale per la Lazio, che oggi gioca ancora allo Stadio Olimpico di proprietà di Sport e Salute SpA.
Con la consegna della documentazione e l’avvio formale dell’iter, il progetto del nuovo Flaminio lasciato alle spalle come semplice idea negli ultimi anni assume ora una prospettiva concreta, con l’obiettivo di restituire alla città e ai tifosi uno stadio moderno e funzionale. Attualmente infatti il progetto è al vaglio degli organi di controllo del Comune di Roma per valutarne la compatibilità urbanistica.

