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JUVENTUS E NAPOLI: QUANDO IL TOP PLAYER SI CHIAMA “FATTURATO”

Il Presidente Aurelio De Laurentis pone ancora l’accento su quella che considera la vera causa del gap di vittorie tra Napoli e Juventus.

(di Lidia Mazza) – A volte ritornano”; sembra essere questo il leit motiv delle dichiarazioni pubbliche del presidente del Napoli Aurelio De Laurentis, che, con periodicità quasi scientifica, ripropone davanti a microfoni e taccuini il proprio incrollabile mantra: “Con il fatturato della Juventus il Napoli avrebbe vinto 10 scudetti”.

E allora – accantonando le argomentazioni di stampo campanilistico, che ovviamente condurrebbero a conclusioni diverse a seconda della bandiera di appartenenza – cerchiamo di comprendere il reale significato di tale affermazione attraverso un’analisi obiettiva dei dati economico-finanziari delle due società.

Il punto zero è costituito dal 2007, anno in cui le due squadre riapprodano alla massima serie, la Juventus dopo le note vicende di Calciopoli e il Napoli a seguito del fallimento dichiarato nel 2004. 

Da quel momento entrambe le compagini hanno ottenuto grandi risultati in progressione; in campionato il Napoli è passato dal dodicesimo posto della stagione 2008/09 all’assestamento costante nelle prime tre posizioni di classifica (fatto salvo per la stagione 2015/16 in cui si è piazzato al quinto posto); la Juventus, dopo due settimi posti consecutivi raggiunti nelle stagioni 2008/09 e 2009/10, ha inanellato la galoppata trionfale di 7 primi posti consecutivi nei successivi anni.

In Champions League, il Napoli ha raggiunto due volte gli ottavi di finale (nel 2011/12 e nel 2016/17), uscendo ai gironi nelle restanti partecipazioni, mentre la Juventus è giunta due volte in finale (2014/15 e 2016/17) così come due volte è uscita ai gironi (stagioni 2009/2010 e 2013/14).

I suddetti risultati sono imputabili fondamentalmente alla diversa strategia commerciale e finanziaria delle due società, da cui entrambe hanno tratto profitti, in base ai rispettivi target di riferimento.

Una immagine tratta dal web dell’Allianz stadium

Dalla stagione 2010/11, anno in cui è stato inaugurato lo stadio di proprietà, la Juventus ha incassato complessivamente più di 2,5 miliardi di Euro tra diritti TV, biglietteria, ricavi commerciali e bonus legati alle partecipazioni alle competizioni internazionali, quasi triplicando le entrate rispetto al 2007.

Ciò ha consentito di riportare i conti in attivo, nonostante gli sforzi economici e finanziari per la costruzione del nuovo stadio ed il progressivo rafforzamento della rosa avessero determinato nell’insieme un notevole deficit a bilancio. 

Gli introiti derivanti dallo stadio di proprietà e gli investimenti di marketing su scala internazionale, imperniati sullo sfruttamento d’immagine di giocatori sempre più rappresentativi e culminati con il mirabolante acquisto di Cristiano Ronaldo, hanno portato la società bianconera ad ottenere ricavi per 539 milioni di Euro, anche se l’ultimo bilancio si è chiuso con un passivo di circa 20 milioni a causa dell’aumento dei costi (l’universo Juventus vanta attualmente oltre 700 dipendenti) e dello stop ai quarti di finale nell’ultima edizione di Champions League.

La squadra bianconera, dunque, ha fondato la propria strategia di business sullo sviluppo dell’immagine e l’implementazione di asset di proprietà.

Diversa l’impostazione del Napoli, che dal 2007, è riuscito a presentare otto bilanci consecutivi in utile, prima di chiudere in “rosso”, nel 2015 e 2016 (anche a causa della mancata qualificazione in Champions), e riportandolo prontamente in utile nei successivi esercizi.

Il fatturato, pari ad 88 milioni nel primo anno di ritorno in serie A, oggi è giunto a superare i 300 mln di Euro; ciò principalmente grazie alle plusvalenze generate dalla cessione dei giocatori, tra le quali spicca ovviamente quella realizzata nel 2016 con il trasferimento, proprio alla Juventus, di Gonzalo Higuain. 

Tuttavia, la mancanza di investimenti infrastrutturali, determinati in gran parte dalla situazione di stallo con il comune rispetto allo stadio San Paolo, ha determinato per il club partenopeo un freno nel giro d’affari, tuttora bloccato intorno a quota 130 mln di euro.

Due esempi virtuosi dunque, giunti al successo attraverso filosofie diverse: la Juventus puntando ai ricavi commerciali grazie agli introiti derivanti dallo stadio di proprietà e allo sfruttamento del merchandising e attraverso l’acquisto di grandi nomi del calcio internazionale, il Napoli, al contrario, valorizzando tecnicamente buoni giocatori, acquistati a prezzi ragionevoli e resi autentici top player, sì dal poterli rivendere realizzando ingenti plusvalenze.

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Redazione

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1 Comment

  1. Federico Bonacci
    27 novembre 2018 at 8:00 — Rispondi

    Analisi brillante e pienamente condivisibile.

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