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ARRIVA L’ACCORDO TRA IL TRAPANI CALCIO E MAURIZIO DE SIMONE

La Lega Pro esprime le sue perplessità sulla cessione del club

(di Ilde Verrino) – La Liberty Lines e il patron Vittorio Morace cedono l’intero pacchetto azionario del Trapani calcio alla FM Service S.r.l. di Maurizio De Simone, una società con sede ad Avellino. Ad assumere la carica di presidente della squadra sarà, invece, Franco Baglio, un commercialista romano di origini siciliane. Già da tempo era stata comunicata la decisione della Liberty Lines di cedere il club a soggetti interessati e con un progetto serio. A giugno infatti era stato raggiunto l’accordo con Francesco Agnello; accordo che tuttavia non andò in porto in quanto lo stesso non si presentò per formalizzare il passaggio delle quote.

A distanza di mesi il Trapani Calcio può finalmente ufficializzare il passaggio del 100% delle quote al nuovo acquirente De Simone. Qui di seguito alcune delle parole di Paola Iracani, presidente del CdA di Liberty Lines e del Trapani Calcio:

“È stata una decisione che abbiamo preso nell’esclusivo interesse del Trapani calcio e dei suoi tifosi, ma che rappresenta un momento difficile dal punto di vista sentimentale, perché nel corso degli anni, insieme, abbiamo conquistato traguardi storici per il calcio trapanese.  Sono certa che la nuova proprietà potrà assicurare alla squadra altri eccellenti risultati, operando con la stessa competenza e passione che Liberty Lines e il patron Vittorio Morace hanno profuso per 14 anni […]”.

Prima dell’effettivo passaggio di proprietà del Trapani la Lega Pro ha, però, pubblicato un comunicato in cui esprime perplessità e preoccupazioni sul futuro del club, soprattutto per quanto riguarda i requisiti di onorabilità e solvibilità: “Senza alcuna ingerenza in ordine ai rapporti civilistici tra privati ed alle responsabilità che conseguono la gestione societaria, non possiamo nascondere la nostra preoccupazione dopo aver effettuato una sia pur sommaria verifica della visura camerale e del bilancio della società che ci è stata indicata quale cessionaria delle quote del Trapani […]. Oltretutto i costi di gestione di tale società non sono tra i più bassi nella nostra Lega e pertanto ci permettiamo di chiedere all’attuale proprietà un’attenta riflessione sull’eventuale cessione che, comunque, non potrà ritenersi perfezionata agli effetti sportivi se i soggetti acquirenti non siano in grado di rispettare i parametri di onorabilità e solvibilità previsti dal nostro sistema”.

I motivi di questi dubbi sarebbero forse riconducibili alla figura di Maurizio De Simone e alla sua vicenda con il Matera, penalizzato di 34 punti e radiato dal campionato. Lo scorso 19 luglio, infatti, De Simone faceva parte del gruppo Lps che acquistò il Matera, di cui divenne direttore generale. Una settimana dopo fu coinvolto nell’inchiesta sui bilanci dell’Avellino per presunte fatture false da parte della Mabevi srl e della stessa Lps. Il 30 luglio, De Simone si è dimesso da ogni carica in Lps e non ha avuto più un ruolo nel Matera. Oltre a ciò sarebbe la situazione attuale di De Simone a non convincere la Lega Pro, che nel proprio comunicato esprime chiaramente i propri timori in merito a quanto letto nella visura camerale di FM Service.

A tal proposito il nuovo patron del Trapani Calcio si è espresso durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi qualche ora fa presso la sala stampa dello stadio provinciale di Trapani; queste le sue parole riportate dal Giornale di Sicilia:

“C’è in corso una indagine della Procura che riguarda la vecchia proprietà con cui ho avuto l’onore di lavorare per dieci stagioni circa. L’inchiesta non è maturata su di me. Sono sereno e a disposizione della magistratura. A tal proposito ho un mio fascicolo pronto. Il discorso Matera nasce nel perché una città molto vicina dal punto di vista logistico ad Avellino. Col Matera l’idillio è durato una settimana perché abbiamo sottoscritto un preliminare ma ci siamo accorti in tempo che non potevamo avere le possibilità di lavorare in maniera efficiente. Qualcuno cominciava a chiedere soldi. Poi è nata una inchiesta che è durata due anni ma non ho mai avuto problemi”.

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Redazione

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