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08:35 - martedi 30 giugno 2009
Editoriale - Ecco perché mi piace l'America. Madoff: 150 anni di carcere
Ci sono delle giornate in cui ci accorgiamo con piacere che l'America è avanti 100 anni rispetto a qualsiasi altro Paese del Vecchio continente (anche se su altri temi c'è molto da lavorare). In generale gli Stati Uniti ci insegnano sempre tanto in tema di democrazia e di certezza della pena. Poi, siccome siamo italiani, preferiamo pensare a questa terra come un luogo di vacanze piuttosto che a un sistema democratico da seguire in molte sue sfaccettature. Il caso Bernard Madoff, ex guru della finanza, condannato per truffa a 150 anni di galera, ci porta a una serie di riflessioni.
Alcuni dei nostri lettori potrebbero dirci: "ma voi di Sporteconomy siete un po' giustizialisti". No, anzi. Siamo professionisti che ritengono, però, che chi fa il "furbo", utilizzando soprattutto l'arguzia e l'ignoranza del grande pubblico per diventare ricco e potente, debba sempre pagare.
Da noi (in Italia) si può fare molto più di quanto ha generato Madoff, ma alla fine con un buon avvocato si risolve tutto e anche un assassino, alla fine, diventa una persona onesta agli occhi dell'opinione pubblica. In America è il contrario. Chi sbaglia paga. Nessuno, fino a prova contraria è un farabutto, ma se si comporta in questo modo paga le malefatte, proprio perché c'è questa "libertà" a priori che viene data a ogni soggetto. Sta a quest'ultimo decidere come comportarsi (in un senso o nell'altro).
Ma tornando alle nostre cose quante volte di fronte a bancarotte fraudolenti, proprio nello sport, non è successo mai nulla. Perchè alla fine, in Italia, lo sport è una valvola di compensazione. Un'arena/limbo dove tutto è possibile.
"Tanto è sport" ho sentito spesso dire in questo settore. Poi settimane, mesi dopo, le stesse persone che avevano fatto queste dichiarazioni hanno spesso avuto problemi con la giustizia.
Sarà un caso? Non credo. Lo sport, e il calcio in generale, sta diventando un ambiente veramente brutto da frequentare e da leggere in tutte le sue sfaccettature.
Ogni mese c'è un fallimento di un club di calcio e vi è un altro imprenditore pronto a comprarne il titolo o a rilevare i debiti, pur sapendo che, nei primi due anni (e forse anche dopo), non avrà ricavi. Eppure c'è una corsa folle a entrare nel pianeta football, al di là delle difficoltà del momento e dei debiti.
Tutto ciò non vi sembra singolare? Ma perchè c'è questa corsa all'oro, che forse è "ottone smaltato" nella migliore delle ipotesi.
Come è possibile che la stragrande maggioranza dei club è in perdita e quei pochi in utile lo sono grazie alle plusvalenze?
Ma se questi club sono in perdita perchè c'è sempre qualcuno che vuole subentrare in corsa? Se non producono utili non sono di fatto profittevoli. Quindi, qual è la molla che spinge queste persone a fare carte false pur di acquisirli? Non vi sembra tutto così pazzesco?
Riteniamo che sia arrivato il tempo di creare una "struttura centrale" a livello di Federcalcio che controlli le credenziali di chi vuole acquisire un club a tutela soprattutto dei tifosi e (nel caso di società quotate in Borsa) e delle strutture societarie che hanno deciso di cedere. Cambiano i tempi e quindi è necessario questo mutamento nel segno della "trasparenza". Un aspetto di forma, ma anche di sostanza.
Questo elemento darebbe più certezze e, soprattutto, abbrevierebbe i tempi delle trattative, ormai diventati in alcuni casi troppo estenuanti, con problemi che possono sfociare persino a livello di ordine pubblico.
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La corte del distretto federale di Manhattan ha condannato il finanziere Bernard Madoff a 150 anni di prigione. Madoff ha realizzato una catena di sant'Antonio multi-miliardaria dando vita alla maggiore truffa del secolo e della storia."Nessun altro caso di frode è comparabile con il caso Madoff". Lo ha detto il giudice Denny Chin, precisando che "il simbolismo della sentenza è importante perché attraverso questa si invierà un messaggio".
Accolta quindi la richiesta dell'accusa. "L'ammontare, la durata e la natura dei reati commessi da Madoff - aveva scritto il procuratore Lev Dassin in un memorandum reso noto dal sistema giudiziario americano - fanno sì che egli meriti, in via eccezionale, la massima punizione ammessa dalla legge". Madoff, 71 anni, si è già riconosciuto colpevole di aver truffato celebrità e piccoli risparmiatori per una cifra di circa 65 miliardi di dollari nell'arco di vent'anni.
Applausi in aula dopo che il giudice Danny Chin ha pronunciato la sentenza sul caso Bernard Madoff, condannato a 150 anni di carcere per avere dato vita a una maxi truffa che ha coinvolto migliaia di investitori, molti dei quali ridotti quasi sul lastrico.

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